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Allarme
del Cert: nuove falle in casa Microsoft
Internet
Explorer, leader incontrastato dei software per la
navigazione, da tempo è al centro di roventi polemiche
per la sua vulnerabilità. Ogni mese, infatti, vanno
intensificandosi gli attacchi di pirati informatici che
rivelano numerose falle del sistema.
Alla fine di giugno il dipartimento per la Sicurezza
nazionale statunitense ha rilevato un nuovo attacco su
larga scala che ha come obiettivo quello di rendere
veicoli di infezione alcuni tra i siti che risiedono su
server che utilizzano il sistema Microsoft IIS 5. L'aggressione
andrebbe a buon fine soltanto se il navigatore visita il
sito attraverso il browser Microsoft Internet Explorer.
In questi ultimi giorni, poi, un nuovo allarme è stato
lanciato da un esperto informatico, Jelmer Kuperus.
Secondo quanto spiegato dallo studente olandese questa
falla fa riferimento ad un componente ActiveX chiamato
“Application.Shell” usato sia da Internet Explorer
5.5 che dall’ultima versione 6.0. Nonostante non sia
stato classificato con un livello di criticità elevato,
i pirati informatici potrebbero servirsene in
combinazione con altri bug presenti nel browser di
Microsoft sfruttando un componente di Explorer tuttora
vulnerabile, che è in grado di bloccare Windows.
Per la prima volta, il “Computer Emergency Response
Team” (CERT), l’ente che fa capo al Dipartimento per
la sicurezza interna del governo degli Stati Uniti, in
un comunicato ha consigliato l’utilizzo di altri
browser, meno conosciuti ma più sicuri, come Opera o
Mozilla. Il Cert fa riferimento esplicito a quattro
diverse proprietà di Internet Explorer che renderebbero
il browser di Windows meno sicuro di altri: il modello
di sicurezza a "zone", il supporto al DHTML,
l'invocazione dei MIME type per la selezione del
contenuto da processare e i plug-in ActiveX.
15
maggio 2004
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