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Con l'avvento della Rete la controinformazione prospera nella routine del sistema giornalistico, compresso ogni giorno da milioni di notizie pressoché impossibili da verificare ad una ad una. Diventa così facile per i malintenzionati o, nel migliore dei casi per i buontemponi, costruire storie verosimili che, una volta superato l'ostacolo delle maggiori agenzie di stampa, diventano di pubblico dominio, diffondendosi come un virus inarrestabile sui principali media d'informazione.
"Disinformation technology. Dai falsi di Internet alle bufale di Bush" (Apogeo, 111 pag. Euro 10,00) è un arguto saggio che focalizza la sua analisi proprio sull'instaurazione di un meccanismo perverso dove i confini tra fiction e informazione diventano ogni giorno più labili. I due autori, Walter Molino e Stefano Porro, entrambi tra i fondatori di Quinto Stato, la prima blogzine italiana di cultura, tecnologia e società dell'informazione, hanno condensato in un volume di poche pagine una gran quantità di fatti che hanno conosciuto una loro dignità giornalistica, salvo poi essere riconosciuti per quello che erano: falsi clamorosi. Due i casi più eclatanti tra i tanti raccontati che comprendono anche la falsa morte del Papa, la leggenda dei gattini bonsai e così via. Il primo è la negazione dell'attentato al Pentagono dell'11 settembre, realizzato dal giornalista francese Thierry Meyssan con il libro "L'effroyable imposture" (pubblicato anche in Italia ma di cui non citeremo né il titolo, né l'editore per non fare pubblicità ad un volume che non lo merita). Secondo l'astrusa tesi, riportata anche dal sito asile.org (guarda caso gestito dal figlio dell'autore, Raphael Meyssan) nessun aereo quel giorno si sarebbe schiantato sul Pentagono. Teoria suffragata da foto manipolate ad arte (per i dettagli vi consiglio di consultare www.attivissimo.net che svela nei dettagli la truffa). Il secondo falso è la notizia dell'attentato a Bill Gates riportato a mo' di burla dal sito Clarence e poi diffusosi su tutti i principali web italiani.
Nell'interessante prefazione di Carlo Formenti si sottolinea come il sistema dei media si avvii a neutralizzare qualsiasi distinzione tra fiction e informazione. Tuttavia non è Internet il vero colpevole di questa preoccupante campagna di disinformazione poiché già la Tv ha contribuito da tempo a trasformare le notizie in merce di consumo. E tuttavia se la Rete ha velocizzato la diffusione di false informazioni, poco verificabili in tempo reale, essa potrebbe essere al contempo responsabile di un mutamento radicale del modo di fare informazione. Merito dei blog, i diari on line realizzati da milioni di persone che hanno la possibilità di costruire i loro personali giornali, dando vita così ad un'infinita serie di sinapsi che costituiscono una vera e propria informazione alternativa.

M.I.

Walter Molino e Stefano Porro: Disinformation technology. Dai falsi di Internet alle bufale di Bush

Walter Molino e Stefano Porro
Disinformation technology. Dai falsi di Internet alle bufale di Bush

Apogeo
Pagg 111
Euro 10,00

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