Homepage di Italica: Italiano

Rinascimento   Parole chiave   Schede

Feed RSS

Newsletter

Scrivici

Informazioni

Mappa del sito

Bianchi e Neri

Così si denominavano le fazioni avverse in diverse città dell’Italia comunale. A Firenze, i due partiti furono il risultato della scissione dei guelfi, padroni della città ma divisi al loro interno in due raggruppamenti facenti capo alle due famiglie nobiliari dei Cerchi, con a capo Vieri (Bianchi), e Donati con a capo Corso (Neri). I primi (tra le cui fila militavano Dante e Petracco) si caratterizzavano per una maggiore vicinanza alla parte popolare e una visione politica di maggiore equidistanza verso le posizioni del papato. I secondi, in linea con la famiglia che li guidava, sostenevano una più radicale ideologia nobiliare e filopapale.
All’inizio del ‘300, quella che era nata essenzialmente come una rivalità tra due famiglie, si estese e «a poco a poco tutti trascinò seco, anche i religiosi, anche le donne» (Del Lungo 19112:123): il giorno di Calendimaggio 1300, festeggiando in piazza la primavera, nacque una contesa tra le due famiglie, che presto degenerò in una zuffa che segnò l’inizio delle lotte civili; queste in breve coinvolsero anche il papa Bonifacio VIII, il quale intervenne in appoggio dei Neri, favorendo l’intervento militare di Carlo di Valois. A nulla servì allora l’ambasciata che il Comune inviò al Papa, della quale faceva parte anche Dante: il 1 novembre del 1301 Carlo entrava a Firenze, e pochi giorni dopo si insediava la signoria dei Neri; nel gennaio seguente partono le proscrizioni per tutti i capi politici bianchi.

 

Percorsi Iconografici:


Avignone, il palazzo dei Papi

 

File RAM:

21.ram

11.ram