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Philippe de Cabassoles era nato da
nobile famiglia nel 1305 a Cavaillon, cittadina di cui divenne vescovo nel 1334. Roberto dAngiò lo volle nel suo
testamento vicecancelliere del regno di Sicilia, e nel 1345 esercitò anche come
cancelliere. Tornato ad Avignone, la sua ascesa
politico-ecclesiastica continuò, sino a divenire patriarca di Gerusalemme (1361), vescovo
di Marsiglia (1366) e infine cardinale (1368).
La sua amicizia col Petrarca, con cui condivideva lamore per gli otia di Valchiusa
e molte idee politiche, si riflette nelle ventiquattro epistole in prosa e le due in versi
che il poeta gli diresse nellarco della sua vita (non a caso due di esse, le Sine nomine 1 e 12, sono a lui indirizzate), nonché la
dedica del De vita solitaria, in cui Petrarca lo dipinge come uomo che si distingue
per «il culto della virtù, un lodevole
desiderio di buona reputazione, la passione
per ciò che è onesto e il disprezzo per
ciò che è inutile» (De vita solitaria, II, XII). I suoi interessi letterari e la
sua erudizione non furono disprezzabili: ha lasciato un De vita et miraculis beatae
Mariae Magdalenae (pare avesse una speciale devozione per la santa, che attirò anche
lattenzione del Petrarca, il quale compose in suo onore un carme); nel 1369 compilò
un inventario dei libri della biblioteca papale di Avignone. Nel 1372 il poeta venne a
sapere che lamico era stato incaricato di venire in Italia, e da Arquà, dove si trovava, gli inviava una lettera (Seniles
XIII, 11) in cui, rallegrandosi della sua venuta, si augura di poterlo incontrare: se il
destino non lo concederà, almeno spera di rivederlo in cielo. E così fu, perché il
Cabassoles moriva proprio in quel viaggio, il 27 agosto di quellanno, a
Perugia.
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Percorsi Iconografici:
Nota autografa di acquisto di Petrarca
File RAM:
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