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-lauro poetico. A parte il Canzoniere, in Amor
pastorius, egloga III del Bucolicum carmen, Dafne è
Laura e al tempo stesso "corona dalloro", come già solevano ripetere gli
antichi commentatori. Nel Secretum (III), rimproverando al poeta lamore per
la donna e per la gloria, Agostino istituisce il parallelo tra i due termini: «Alla fine,
poiché la cesarea non ti era lecito sperare, almeno la laurea poetica, che il merito
de tuoi studi ti prometteva, bramasti non più moderatamente di quanto avessi amata
la Donna stessa» [trad. Carrara].
Lalloro, dalle foglie sempreverdi, simboleggia lincorruttibilità della parola
poetica, «leternità di ogni ricordo: quello della donna come quello del poeta
delle Rime il quale, nel ricordarla, rende eterno il ricordo di sé». Questa
«simbolica incorruttibilità» - richiamata anche nel discorso per lincoronazione
poetica - deriva dalla caratteristica di essere immune dal fulmine, come segnalano anche
gli erbari medievali, e come il poeta stesso afferma nel sonetto 24, dove il lauro è
definito «onorata fronde che prescrive / lira del ciel, quando l gran Giove tona». Il lauro è dunque anche lo
"scudo", il "parafulmine" che difende il poeta dal "tonare di
Giove", cioè dalla colpa costituita dallambizione di gloria: per questa via,
da «arbor gentile» (sonetto 60, 1) si fa arbor «spietato» (sonetto 60, 6) e il suo
legno viene a sovrapporsi con il legno della croce, arricchendosi di ulteriori valenze
simboliche, che rimandano «allintero universo letterario del Petrarca» (Rossellini
1995: 144-50). |
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Percorsi Iconografici:
Anonimo, Ritratto di Petrarca
File RAM:
18.ram
10.ram
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