|
(Firenze 1491 - Pisa 1549). Primogenito di Francesco, detto
Franceschetto, figlio illegittimo di Giovanni Battista Cybo (1432-92: è il futuro papa Innocenzo VIII) e di Maddalena, figlia
di Lorenzo de' Medici. Allevato in
casa Medici, abbraccia molto presto la carriera ecclesiastica, e allorquando lo zio
cardinale Giovanni de' Medici diventa papa Leone X (1513) gli
viene conferito il cardinalato. A Roma
conduce vita splendida e mondana (memorabile la sontuosa cena offerta al pontefice durante
il carnevale del 1519, dopo la rappresentazione di una commedia ariostesca nella sua casa di Castel
Sant'Angelo) intervallata da missioni di rappresentanza: a Firenze nel 1514 quando il papa
cede il governo della città al nipote Lorenzo; a Urbino, nel '16, quando accompagna lo
stesso Lorenzo a Urbino, di cui lo zio l'ha nominato duca. Dopo la morte di Leone X (1
dicembre 1521) arriva vicino a ottenere il papato, benché già afflitto dal mal francese,
ma quando la scelta cade sull'intransigente Adriano VI (9 gennaio 1522) preferisce
tenersi lontano da Roma, dove ritorna alla morte del papa "barbaro", l'anno
successivo. Le sue fortune tornano a salire con l'elezione di un nuovo papa Medici, il
cardinale Giulio, divenuto Clemente
VII il 19 novembre 1523, dal quale ottiene nel gennaio del 1524 la legazione di
Bologna, già appartenuta ai due papi medicei. A Roma pur osservando dall'esterno gli
equilibrismi della politica papale, tendenzialmente equidistante da Carlo V e Francesco I, è considerato un
simpatizzante dei Francesi. Quando all'inizio del 1524 il re di Francia entra in Italia a
capo di un forte esercito, conquistando Milano nell'ottobre, e suscitando la reazione
degli Spagnoli, il papa prende clamorosamente partito per i Francesi, e si attira in tal
modo il risentimento di Carlo V. Ma dopo la sconfitta di Francesco I a Pavia (24 febbraio
1525) Clemente VII tenta di riavvicinarsi al sovrano spagnolo. Qualche mese dopo quella
battaglia il cardinale Cybo entra trionfalmente a Bologna, per la cui difesa si era, pur a
distanza, adoperato. Ma il pericolo di un attacco spagnolo si ripresenterà di lì a poco
quando, stipulata la Lega di Cognac (22 maggio 1526) tra
Francia, Venezia e Papato, in funzione antimperiale, la città sembrerà minacciata
dall'esercito di imperiali e lanzichenecchi che Carlo V spedisce a Roma. Il Cybo provvede
nuovamente alla sua difesa e fa da tramite tra il papa e il duca di Ferrara, Ercole II, che pur schierato con l'imperatore continua a trattare
con il papa. Prima che gli Imperiali diano inizio al terribile Sacco
di Roma (1527) il cardinale ha modo di rifugiarsi a Pisa e di qui a Massa Carrara,
ducato della cognata Ricciarda Malaspina (moglie del fratello Lorenzo), cui è legato da
un'intima relazione. Finita la crisi tra Impero e Papato, Cybo è con il papa quando
questi entra a Bologna, alla fine dell'ottobre del 1529, per imporre a Carlo V la corona
imperiale (e sarà l'ultima incoronazione di questo tipo eseguita da un papa). Nel 1531 il
cardinale accoglie con favore l'insediamento a Firenze del suo protetto Alessandro de'
Medici in qualità di duca, e quando costui se ne va a Bologna per ossequiare
l'imperatore, nel novembre del 1532, regge la città per quattro mesi. Nel settembre del
'34 è al capezzale di Clemente VII, e nel successivo conclave briga inutilmente per
ottenere la dignità papale (gli difettavano la mancanza di particolari dote intellettuali
o morali nonché cospicui mezzi finanziari e l'appoggio di un gruppo di sostenitori), che
va invece al cardinale Alessandro Farnese (Paolo
III dal 13 ottobre). Nella primavera successiva decide quindi di lasciare Roma, dove
non riscuote simpatie, per ritornare a Firenze, e qui presenzia al matrimonio tra il duca
Alessandro e Margherita d'Austria (figlia naturale di Carlo V) e il duca Alessandro
(1536), assassinato poi il 6 gennaio 1537 dal cugino Lorenzino de'
Medici. Gli subentrerà Cosimo,
per il quale il Cybo tratterà poi, d'intesa con Carlo V, ma senza esito, le nuove nozze
con la vedova di Alessandro. In seguito i rapporti tra Cosimo e il cardinale si
comprometteranno, tanto da suggerire a quest'ultimo di trasferirsi a Massa Carrara, nel
1540. Due anni dopo la sua lunga devozione alla causa imperiale sarà ricompensata con la
nomina a cardinale protettore d'Alemagna. Ritornato infine a Roma dopo la morte di Paolo
III (10 novembre 1549) si mostra ancora una volta speranzoso del soglio pontificio,
ricevendone un'ultima delusione (nuovo papa sarà Giulio III). Muore pochi mesi dopo
lasciando suoi eredi i figli naturali ma legittimati Alessandro e Clemente.
Michele Bordin |
|
Percorsi Iconografici:
Carpaccio, Giovani della Compagnia della Calza, dal ciclo di S. Orsola
Carpaccio, Visione di Sant'Agostino, S. Giorgio degli Schiavoni, Venezia
Carpaccio, Incontro dei pellegrini col Papa a Roma, dal ciclo di S. Orsola
|