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Cristoforo Landino (Firenze 1424-Borgo alla Collina [Arezzo] 1498)

Nato a Firenze da famiglia di origini aretine (di Pratovecchio), Landino seguì gli studi letterari e giuridici a Volterra. Nel 1458 fu chiamato nello Studio fiorentino a ricoprire la cattedra di oratoria e poetica, prima occupata dal suo maestro Carlo Marsuppini. Assunse anche incarichi pubblici nella vita politica cittadina, in particolare come membro della segreteria di parte guelfa e della prima Cancelleria. Nel 1446 è a Roma. Si dedica alla poesia già da giovane, con la raccolta di versi latini Xandra, dedicati a Leon Battista Alberti. Ottenne nel 1487 una pensione dalla Signoria e portò avanti fino al 1488 corsi su autori classici e volgari, ed ebbe tra i suoi allievi personaggi illustri quali Poliziano, Lorenzo il Magnifico e Marsilio Ficino. Risultato di alcuni suoi corsi furono dei commenti che godettero poi di grandissima fortuna, come quelli dedicati all’opera di Virgilio e Orazio; il più famoso sarà il commento dantesco, dedicato alla Signoria fiorentina, che ricompenserà Landino con una torre in Casentino.

Si dedicò anche a studi filosofici con il trattato De anima (1471) dedicato ad Ercole d’Este, e il dialogo Disputationes Camaldulenses, in 4 libri (1473). Morì a Firenze nel 1498.

 

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