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Nato a Firenze da famiglia di
origini aretine (di Pratovecchio), Landino seguì gli studi letterari e giuridici a
Volterra. Nel 1458 fu chiamato nello Studio fiorentino a ricoprire la cattedra di oratoria
e poetica, prima occupata dal suo maestro Carlo Marsuppini. Assunse anche incarichi
pubblici nella vita politica cittadina, in particolare come membro della segreteria di
parte guelfa e della prima Cancelleria. Nel 1446 è a Roma. Si dedica alla poesia già da
giovane, con la raccolta di versi latini Xandra, dedicati a Leon Battista
Alberti. Ottenne nel 1487 una pensione dalla Signoria e portò avanti fino
al 1488 corsi su autori classici e volgari, ed ebbe tra i suoi allievi personaggi illustri
quali Poliziano,
Lorenzo il
Magnifico e Marsilio Ficino. Risultato di alcuni suoi corsi furono
dei commenti che godettero poi di grandissima fortuna, come quelli dedicati allopera
di Virgilio
e Orazio; il
più famoso sarà il commento dantesco, dedicato alla Signoria fiorentina,
che ricompenserà Landino con una torre in Casentino.
Si dedicò anche a studi filosofici con il trattato De
anima (1471) dedicato ad Ercole dEste, e il dialogo Disputationes
Camaldulenses, in 4 libri (1473). Morì a Firenze nel 1498. |
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Percorsi Iconografici:
Galleria dei Carracci, Ercole e Iole
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