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Giorgio da Trebisonda, detto Trapezunzio

Umanista greco nato a Creta nel 1395 e morto a Roma intorno al 1473. In giovane età venne in Italia, a Venezia, e si dedicò con successo all’insegnamento del greco in varie città, come Vicenza, Mantova, dove fu con Vittorino da Feltre, e quindi di nuovo a Venezia, dove aprì una scuola privata di greco; nel 1433-34 pubblicò i Rhetoricorum libri, che diedero origine a una disputa con Guarino Veronese. Entrato al servizio della curia romana, partecipò ai concili di Ferrara e di Firenze per l’unione delle due Chiese. Il papa Eugenio IV lo volle quindi a Roma come segretario privato e lo nominò professore di filosofia e filologia alla Sapienza. Dal successore Niccolò V ebbe l’incarico di eseguire alcune traduzioni dal greco. Tradusse numerose opere di Aristotele (Retorica e De Animalibus), di Platone (Leggi) e l’opera astronomica di Tolomeo, insieme con molti autori cristiani come Cirillo d’Alessandria, Giovanni Crisostomo ed Eusebio. Le sue traduzioni vennero però accusate d’infedeltà ed egli venne attaccato aspramente dai seguaci della filosofia platonica, come Gemisto Pletone e il Bessarione, onde dovette abbandonare Roma nel 1452. Sotto Callisto III riprese il posto di segretario apostolico (1455). Del 1458 è il suo scritto più famoso, la Comparatio philosophorum Platonis et Aristotelis (pubblicato nel 1523): dello stesso anno è la traduzione del Parmenide platonico per il Cusano. Nel 1460 su trasferì a Venezia, dove insegnò sino al 1462. Nel 1466 vi fece ritorno definitivamente.

 

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