La Canzone d'Autore Italiana
Mille giorni di te e di me
(1982 - Baglioni)
Io mi nascosi in te poi ti ho nascosto
da tutti e tutti per non farmi piu' trovare
e adesso che torniamo ognuno al proprio posto
liberi finalmente e non saper che fare
non ti lasciai un motivo ne' una colpa
ti ho fatto male per non farlo alla tua vita
tu eri in piedi contro il cielo e io cosi'
dolente mi levai imputato alzatevi
chi ci sara' dopo di te
respirera' il tuo odore
pensando che sia il mio
io e te che facemmo invidia al mondo
avremmo vinto mai
contro un miliardo di persone
e una storia va a puttane
sapessi andarci io...
ci separammo un po' come ci unimmo
senza far niente e niente poi c'era da fare
se non che farlo e lentamente noi fuggimmo
lontano dove non ci si puo' piu' pensare
finimmo prima che lui ci finisse
perche' quel nostro amore non avesse fine
volevo averti e solo allora mi riusci'
quando mi accorsi che ero li' per prenderti.
chi mi vorra' dopo di te
si prendera' il tuo armadio
e quel disordine
che tu hai lasciato nei miei fogli
andando via cosi'
come la nostra prima scena
solo che andavamo via di schiena
incontro a chi
insegneremo quello che
noi due imparammo insieme
e non capire mai
cos'e' se c'e' stato per davvero
quell'attimo di eterno che non c'e'
mille giorni di te e di me...
ti presento
un vecchio amico mio
il ricordo di me
per sempre per tutto quanto il tempo
in questo addio
io mi innamorero' di te...
L'aspra contestazione subita nel 1988 allo Stadio Comunale di Torino durante la tappa italiana dello "Human Rights" - dove al nostro tocca di sfilare su un palco su cui s'esibiscono artisti quali Sting, Peter Gabriel e Bruce Springsteen - è l'occasione per Baglioni di rifletter con calma sulle cose da fare. Il termine dello stallo è segnato dall'uscita del doppio cd "Oltre", lavoro quasi sperimentale, ove si occhieggia alla musica etnica e ci si addentra in territori azzardosi, con un coraggio comunque degno di nota. Il successo non manca, grazie pure alla qualità degli ospiti (da Pino Daniele a Paco De Lucia, da Youssou N'Dour a Richard Galliano), ma l'album risulta diseguale ed a tratti poco convincente. Spiccano, però, fra le 20 canzoni che lo compongono, il bel duetto con Mia Martini di "Stelle di stelle", "Domani mai", "Tamburi lontani" e "Mille giorni di te e di me": quest'ultima, in particolare, è la più bella canzone d'amore che Baglioni abbia scritta, concepita, forse, sulla scorta della fine del proprio rapporto con la moglie Paola Massari. Intensa, sincera, a tratti straziante, "Mille giorni di te e di me" è distante anni luce dagli idilli melassosi d'un tempo, presenta un uomo maturo ed un artista in possesso della cognizione del dolore ("E' una canzone che nasce dall'idea che l'innamoramento , il vero amore, nasce spesso quando l'amore è finito"): chiude un cerchio ed apre una stagione che, con alterni esiti, giunge sino ai nostri giorni, all'insegna d'un successo che permane nel trascorrere del tempo ed il succedersi delle generazioni.
Io mi nascosi in te poi ti ho nascosto
da tutti e tutti per non farmi piu' trovare
e adesso che torniamo ognuno al proprio posto
liberi finalmente e non saper che fare
non ti lasciai un motivo ne' una colpa
ti ho fatto male per non farlo alla tua vita
tu eri in piedi contro il cielo e io cosi'
dolente mi levai imputato alzatevi
chi ci sara' dopo di te
respirera' il tuo odore
pensando che sia il mio
io e te che facemmo invidia al mondo
avremmo vinto mai
contro un miliardo di persone
e una storia va a puttane
sapessi andarci io...
ci separammo un po' come ci unimmo
senza far niente e niente poi c'era da fare
se non che farlo e lentamente noi fuggimmo
lontano dove non ci si puo' piu' pensare
finimmo prima che lui ci finisse
perche' quel nostro amore non avesse fine
volevo averti e solo allora mi riusci'
quando mi accorsi che ero li' per prenderti.
chi mi vorra' dopo di te
si prendera' il tuo armadio
e quel disordine
che tu hai lasciato nei miei fogli
andando via cosi'
come la nostra prima scena
solo che andavamo via di schiena
incontro a chi
insegneremo quello che
noi due imparammo insieme
e non capire mai
cos'e' se c'e' stato per davvero
quell'attimo di eterno che non c'e'
mille giorni di te e di me...
ti presento
un vecchio amico mio
il ricordo di me
per sempre per tutto quanto il tempo
in questo addio
io mi innamorero' di te...
L'aspra contestazione subita nel 1988 allo Stadio Comunale di Torino durante la tappa italiana dello "Human Rights" - dove al nostro tocca di sfilare su un palco su cui s'esibiscono artisti quali Sting, Peter Gabriel e Bruce Springsteen - è l'occasione per Baglioni di rifletter con calma sulle cose da fare. Il termine dello stallo è segnato dall'uscita del doppio cd "Oltre", lavoro quasi sperimentale, ove si occhieggia alla musica etnica e ci si addentra in territori azzardosi, con un coraggio comunque degno di nota. Il successo non manca, grazie pure alla qualità degli ospiti (da Pino Daniele a Paco De Lucia, da Youssou N'Dour a Richard Galliano), ma l'album risulta diseguale ed a tratti poco convincente. Spiccano, però, fra le 20 canzoni che lo compongono, il bel duetto con Mia Martini di "Stelle di stelle", "Domani mai", "Tamburi lontani" e "Mille giorni di te e di me": quest'ultima, in particolare, è la più bella canzone d'amore che Baglioni abbia scritta, concepita, forse, sulla scorta della fine del proprio rapporto con la moglie Paola Massari. Intensa, sincera, a tratti straziante, "Mille giorni di te e di me" è distante anni luce dagli idilli melassosi d'un tempo, presenta un uomo maturo ed un artista in possesso della cognizione del dolore ("E' una canzone che nasce dall'idea che l'innamoramento , il vero amore, nasce spesso quando l'amore è finito"): chiude un cerchio ed apre una stagione che, con alterni esiti, giunge sino ai nostri giorni, all'insegna d'un successo che permane nel trascorrere del tempo ed il succedersi delle generazioni.
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