La Canzone d'Autore Italiana
Alexanderplatz
(1982 - Battiato, Pio Cohen)
E di colpo venne il mese di febbraio
faceva freddo in quella casa
mi ripetevi: sai che d'inverno si vive bene come di
Primavera! Sì, sì, proprio così.
La bidella ritornava dalla scuola un po' più presto per aiutarmi
"ti vedo stanca hai le borse sotto gli occhi
come ti trovi a Berlino Est?"
Alexander Platz aufwiedersehen
c'era la neve
faccio quattro passi a piedi
fino alla frontiera:
"vengo con te".
E la sera rincasavo sempre tardi
solo i miei passi lungo i viali
e mi piaceva
spolverare fare i letti
poi restarmene in disparte come vera principessa
prigioniera del suo film
che aspetta all'angolo come Marlene.
"Hai le borse sotto gli occhi
come ti trovi a Berlino Est?"
Alexander Platz aufwiedersehen
c'era la neve
ci vediamo questa sera fuori dal teatro:
"ti piace Schubert?"
Parrà singolare, ma solo nell'89 Battiato si decide a licenziare un live, il doppio "Giubbe rosse". E' l'occasione, per il nostro, di fare il punto su un decennio travolgente, apertosi con "L'era del cinghiale bianco" (1979) e andato in crescendo. Alle prese col pubblico, il Maestro istrioneggia con misura, limitandosi a riproporre quanto tutti s'aspettano d'ascoltare. L'unico inedito, che dà il titolo al disco, è un manifesto e suggestivo omaggio alla Sicilia. La vera chicca, tuttavia, è il riappropriarsi da parte dell'artista di tre pezzi, che aveva affidato ad altri suoi colleghi. "Mesopotamia", ad esempio, era già stata cantata da Gianni Morandi, sotto il titolo "Che cosa resterà di me". "Lettera al Governatore della Libia", elegantissima e trascinante, l'aveva interpretata Giuni Russo che qui contrappunta con la sua voce sublime quella di Battiato. "Alexander Platz", infine, era finita a Milva, che l'aveva inserita in un 33 giri del 1982. Tra omaggi a Guccini ("Alexander Platz aufwiedersehen / c'era la neve" è una palese citazione da "Auschwitz") e ad Alfred Döblin (il suo maestoso, cupissimo romanzo "Berlin Alexanderplatz" è tra gli spunti ispiratori, non foss'altro che per l'atmosfera), il pezzo si situa nel territorio abitato da "Prosettiva Nevsky", con indubbia autorevolezza. Una curiosità: la musica, firmata dai medesimi autori, era la stessa di "Valery", pubblicata nel 1979 - con un testo, invero, ben diverso - dal cantante e attore Alfredo Cohen su di un 45 giri che ebbe assai limitata diffusione.
E di colpo venne il mese di febbraio
faceva freddo in quella casa
mi ripetevi: sai che d'inverno si vive bene come di
Primavera! Sì, sì, proprio così.
La bidella ritornava dalla scuola un po' più presto per aiutarmi
"ti vedo stanca hai le borse sotto gli occhi
come ti trovi a Berlino Est?"
Alexander Platz aufwiedersehen
c'era la neve
faccio quattro passi a piedi
fino alla frontiera:
"vengo con te".
E la sera rincasavo sempre tardi
solo i miei passi lungo i viali
e mi piaceva
spolverare fare i letti
poi restarmene in disparte come vera principessa
prigioniera del suo film
che aspetta all'angolo come Marlene.
"Hai le borse sotto gli occhi
come ti trovi a Berlino Est?"
Alexander Platz aufwiedersehen
c'era la neve
ci vediamo questa sera fuori dal teatro:
"ti piace Schubert?"
Parrà singolare, ma solo nell'89 Battiato si decide a licenziare un live, il doppio "Giubbe rosse". E' l'occasione, per il nostro, di fare il punto su un decennio travolgente, apertosi con "L'era del cinghiale bianco" (1979) e andato in crescendo. Alle prese col pubblico, il Maestro istrioneggia con misura, limitandosi a riproporre quanto tutti s'aspettano d'ascoltare. L'unico inedito, che dà il titolo al disco, è un manifesto e suggestivo omaggio alla Sicilia. La vera chicca, tuttavia, è il riappropriarsi da parte dell'artista di tre pezzi, che aveva affidato ad altri suoi colleghi. "Mesopotamia", ad esempio, era già stata cantata da Gianni Morandi, sotto il titolo "Che cosa resterà di me". "Lettera al Governatore della Libia", elegantissima e trascinante, l'aveva interpretata Giuni Russo che qui contrappunta con la sua voce sublime quella di Battiato. "Alexander Platz", infine, era finita a Milva, che l'aveva inserita in un 33 giri del 1982. Tra omaggi a Guccini ("Alexander Platz aufwiedersehen / c'era la neve" è una palese citazione da "Auschwitz") e ad Alfred Döblin (il suo maestoso, cupissimo romanzo "Berlin Alexanderplatz" è tra gli spunti ispiratori, non foss'altro che per l'atmosfera), il pezzo si situa nel territorio abitato da "Prosettiva Nevsky", con indubbia autorevolezza. Una curiosità: la musica, firmata dai medesimi autori, era la stessa di "Valery", pubblicata nel 1979 - con un testo, invero, ben diverso - dal cantante e attore Alfredo Cohen su di un 45 giri che ebbe assai limitata diffusione.
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