La Canzone d'Autore Italiana
Emozioni
(1970 - Battisti, Mogol)
Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra l'erba ad ascoltare
un sottile dispiacere
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire
dove il sole va a dormire
Domandarsi perché quando cade la tristezza
in fondo al cuore
come la neve non fa rumore
e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte
per vedere
se poi è tanto difficile morire
E stringere le mani per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede ad un passo
per ritrovar se stesso
Parlar del più e del meno con un pescatore
per ore ed ore
per non sentir che dentro qualcosa muore
E ricoprir di terra una piantina verde
sperando possa
nascere un giorno una rosa rossa
E prendere a pugni un uomo solo
perché è stato un po' scortese
sapendo che quel che brucia non son le offese
e chiudere gli occhi per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
Secondo album di Battisti, col cantante fotografato di profilo in copertina, "Emozioni" (1970) riunisce una dozzina di pezzi già pubblicati su 45 giri, diversi però non su 33. La scaletta fa impressione, a distanza di tempo pare di trovarsi di fronte ad un greatest hits: "Fiori rosa, fiori di pesco", "Il tempo di morire", "Mi ritorni in mente", "7 e 40", "Dieci ragazze", "Acqua azzurra acqua chiara", "Anna" sono altrettanti classici della canzone nostrana. La nervosa introduzione di chitarra elettrica de "Il tempo di morire" riesce a coesistere felicemente con quella di chitarra dal sapore cameristico della title track: composta da Battisti e Mogol poco dopo il viaggio a cavallo da Roma a Milano effettuato insieme, la seconda vive di quell'esperienza, del contatto con la natura, di silenzi e riflessioni condensate nell'arco breve di un brano. Immersa in atmosfere che fanno pensare ad Albinoni, "Emozioni" viene registrata in un'unica seduta alla prima esecuzione, senza correzioni o ritocchi: nell' universo di Battisti resta un oggetto particolarissimo, che non ha eguali nè confronti.
Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra l'erba ad ascoltare
un sottile dispiacere
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire
dove il sole va a dormire
Domandarsi perché quando cade la tristezza
in fondo al cuore
come la neve non fa rumore
e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte
per vedere
se poi è tanto difficile morire
E stringere le mani per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede ad un passo
per ritrovar se stesso
Parlar del più e del meno con un pescatore
per ore ed ore
per non sentir che dentro qualcosa muore
E ricoprir di terra una piantina verde
sperando possa
nascere un giorno una rosa rossa
E prendere a pugni un uomo solo
perché è stato un po' scortese
sapendo che quel che brucia non son le offese
e chiudere gli occhi per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
Secondo album di Battisti, col cantante fotografato di profilo in copertina, "Emozioni" (1970) riunisce una dozzina di pezzi già pubblicati su 45 giri, diversi però non su 33. La scaletta fa impressione, a distanza di tempo pare di trovarsi di fronte ad un greatest hits: "Fiori rosa, fiori di pesco", "Il tempo di morire", "Mi ritorni in mente", "7 e 40", "Dieci ragazze", "Acqua azzurra acqua chiara", "Anna" sono altrettanti classici della canzone nostrana. La nervosa introduzione di chitarra elettrica de "Il tempo di morire" riesce a coesistere felicemente con quella di chitarra dal sapore cameristico della title track: composta da Battisti e Mogol poco dopo il viaggio a cavallo da Roma a Milano effettuato insieme, la seconda vive di quell'esperienza, del contatto con la natura, di silenzi e riflessioni condensate nell'arco breve di un brano. Immersa in atmosfere che fanno pensare ad Albinoni, "Emozioni" viene registrata in un'unica seduta alla prima esecuzione, senza correzioni o ritocchi: nell' universo di Battisti resta un oggetto particolarissimo, che non ha eguali nè confronti.
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