La Canzone d'Autore Italiana
Edoardo Bennato
In fila per tre
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(1974 - Bennato)

Presto vieni qui, ma su, non fare cosà,
ma non li vedi quanti altri bambini
che sono tutti come te, che stanno in fila per tre,
che sono bravi e che non piangono mai

il primo giorno però domani ti abituerai
e ti sembrerà  una cosa normale
fare la fila per tre, risponder sempre di si
e comportarti da persona civile

Vi insegnerà la morale, a recitar le preghiere,
ad amar la patria e la bandiera
noi siamo un popolo di eroi e di grandi inventori
e discendiamo dagli antichi Romani

E questa stufa che c'è basta appena per me
perciò smettetela di protestare
e non fate rumore, quando arriva il direttore
tutti in piedi e battete le mani

Sei già  abbastanza grande, sei già  abbastanza forte,
ora farà di te un vero uomo
ti insegnerà a sparare, ti insegnerà l'onore,
ti insegnerà ad ammazzare i cattivi

e sempre in fila per tre, marciate tutti con me
e ricordatevi i libri di storia
noi siamo i buoni e perciò abbiamo sempre ragione,
andiamo dritti verso la gloria

Ora sei un uomo e devi cooperare,
mettiti in fila senza protestare
e se fai il bravo ti faremo avere
un posto fisso e la promozione
e poi ricordati che devi conservare
l'integrità  del nucleo familiare
firma il contratto, non farti pregare
se vuoi far parte delle persone serie

Ora che sei padrone delle tue azioni,
ora che sai prendere decisioni,
ora che sei in grado di fare le tue scelte
ed hai davanti a te tutte le strade aperte
prendi la strada giusta e non sgarrare se no
poi te ne facciamo pentire
mettiti in fila e non ti allarmare perchè
ognuno avrà la sua giusta razione

A qualche cosa devi pur rinunciare
in cambio di tutta la libertà che ti abbiamo fatto avere
perciò adesso non recriminare
mettiti in fila e torna a lavorare
e se proprio non trovi niente da fare,
non fare la vittima se ti devi sacrificare,
perchè in nome del progresso della nazione,
in fondo in fondo puoi sempre emigrare

ehi ehi, ehi, avanti, ehi avanti in fila per tre...

Già la copertina dell'album, ove sono raffigurati due gendarmi ammanettati l'uno all'altro (si tratta di Bennato stesso e del critico musicale Raffaele Cascone), "I buoni e i cattivi" (1974) annuncia i temi trattati: l'inesistenza della giustizia, l'arroganza dei potenti e l'ottusità borghese. Sovente criticato a causa del suo anarchismo, da taluni ritenuto finitimo al qualunquismo, qui il nostro è ben più efficace e radicale di tanti altri colleghi "impegnati". A riprova, si veda il sarcasmo feroce di "Salviamo il salvabile", l'ironia corrosiva de "La bandiera" o di "Ma che bella città", l'attacco al Presidente della Repubblica Giovanni Leone in "Uno buono", la sberla rifilata al PCI con "Facciamo un compromesso", lo sfottò riservato finanche alle Brigate Rosse in "Arrivano i buoni". Lavoro fondamentale per capire l'Italia degli anni Settanta, il secondo album del cantautore napoletano trova il suo vertice con "In fila per tre": ritratto senza pietà di "un popolo di eroi e di grandi inventori" discendente "dagli antichi romani", la canzone prende di mira la scuola, l'esercito, lo Stato visti come istituzioni ripugnanti, capaci solo di creare conformismo e cieca obbedienza con forme diverse di convincimento, tutte comunque basate sull'intimidazione, il ricatto, la violenza psicologica. Il derisorio accompagnamento musicale rende ancor più appuntito e provocatorio il testo, col risultato di fare del pezzo uno dei capi d'opera dell'artista.
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