La Canzone d'Autore Italiana
Adriano Celentano
Mondo in Mi 7a
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(1966 - Beretta, Mogol, Celentano, Del Prete)

Prendo il giornale
e leggo che
di giusti al mondo non ce n'è.
Come mai, il mondo è così brutto!?
Sì! Siamo stati
noi a rovinare
questo capolavoro
sospeso nel cielo,
nel cielo, nel cielo!
Ahi ahi ahi ahi!
Ahi ahi ahi ahi!
Ahi ahi!
Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi!

Leggo che
sulla terra
sempre c'è
una guerra,
ma però, per fortuna,
stiamo arrivando sulla luna
mentre qui c'è la fame,
c'è la fame!

Ahi ahi ahi ahi!
Ahi ahi ahi ahi!
Ahi ahi!
Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi!

Ogni atomica è una boccia
e i birilli son l'umanità,
il capriccio di un capoccia
ed il mondo in aria salterà!

Si rapina il lunedì,
ci si ammazza gli altri dì,
guarda un po' che società!
Ipocrisia,
qua e là,
non va!

Non esiste morale,
c'è per tutti un complesso,
un problema del sesso
e le persone serie
che non raccontano le storie
le hanno spedite in ferie!

Questa terra è il monopolio
delle idee sbagliate,
qui si premiano quei films
dove c'è un morto in più.

Si divorano i romanzi
con l'indizio a rate,
c'è persino corruzione
dove c'è lo sport.

Noo ragazzi,
ma non rattristatevi così.
Piccolo? Perché piangi così?
Eeh, allora staremmo freschi
se veramente nel mondo
succedessero tutte queste cose.
Eeh, e poi, lo sapete anche voi, no?
i giornali qualche volta
esagerano sempre un po'.
Guardate quello che scrivono su di me..
E poi se andiamo a vedere
questo giornale
chissà di quanti anni è...
Anzi, adesso voglio proprio vedere la
data.
E' di oggi!

E se noi,
tutti insieme
in un clan, ci uniremo,
cambierà questo mondo
se noi daremo
una mano a chi ha più bisogno,
ci sarà solo amore,
solo amore,
ci sarà solo amore...
ah, ah, ah.

Nel 1966, Adriano Celentano può già dirsi una superstar nel firmamento della canzone di casa nostra. Ha portato in Italia il rock'n'roll, ha inciso una serie di canzoni di grande classe e commercialmente fortunate (da "Pregherò", versione indigena della notissima "Stand by me" di Ben E.King, a "Si è spento il sole", da "Sabato triste" a "Ciao ragazzi"), ultima delle quali "Il ragazzo della via Gluck", destinata a diventare uno dei suoi pezzi forti. E' dello stesso anno, pur se meno nota al grande pubblico, anche "Il mondo in Mi settima", tra i suoi esiti più alti. Nel testo si affrontano temi di denuncia e di critica sociale (pur nella chiave semplicistica e a volte innervata di qualunquismo propria del nostro e del principale autore del pezzo, Mogol), con piglio insolito per l'epoca; dal punto di vista musicale, poi, l'inconsueta durata del pezzo (sette minuti) unita alla scelta di legare il suono ad un unico accordo-guida, fa de "Il mondo in Mi settima" una composizione assai audace per quegli anni e coraggiosa per un artista popolare come Celentano.
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