La Canzone d'Autore Italiana
Margherita
(1976 - Cocciante, Luberti)
Io non posso stare fermo
con le mani nelle mani,
tante cose devo fare
prima che venga domani...
E se lei già sta dormendo
io non posso riposare,
farò in modo che al risveglio
non mi possa più scordare.
Perché questa lunga notte
non sia nera più del nero,
fatti grande, dolce luna,
e riempi il cielo intero...
E perché quel suo sorriso
possa ritornare ancora,
splendi sole domattina
come non hai fatto ancora...
E per poi farle cantare
le canzoni che ha imparato,
io le costruirò un silenzio
che nessuno ha mai sentito...
Sveglierò tutti gli amanti
parlerò per ore ed ore,
abbracciamoci più forte
perché lei vuole l'amore.
Poi corriamo per le strade
e mettiamoci a ballare,
perché lei vuole la gioia,
perché lei odia il rancore,
poi con secchi di vernice
coloriamo tutti i muri,
case, vicoli e palazzi,
perché lei ama i colori,
raccogliamo tutti i fiori,
che può darci primavera,
costruiamole una culla,
per amarci quando è sera.
Poi saliamo su nel cielo
e prendiamole una stella,
perché Margherita è buona,
perché Margherita è bella,
perché Margherita è dolce,
perché Margherita è vera,
perché Margherita ama,
e lo fa una notte intera.
Perché Margherita è un sogno,
perché Margherita è il sale,
perché Margherita è il vento,
e non sa che può far male,
perché Margherita è tutto,
ed è lei la mia pazzia.
Margherita, Margherita,
Margherita adesso è mia,
Margherita è mia...
“Concerto per Margherita” (1976) è l’esito più alto dell’affiatato duo Cocciante-Luberti: gli arrangiamenti, opera di Vangelis (in evidenza, soprattutto, nell’eccellente “Primavera”), aggiungono classe agli ottimi testi e ad una voce oramai assai apprezzata in tutta Europa. Nell’elenco dei pezzi, sono da citare la lineare “Quando si vuole bene” e la grintosa “Violenza”, che prende di petto il tema allora azzardoso dello stupro: ma, ovviamente, su tutte spicca “Margherita”, destinata a divenir quasi un simbolo del cantautore, oltre che indiscutibile evergreen della canzone italiana. Costruita come di consueto in crescendo, ma stavolta con uno scioglimento sussurrato invece che gridato, essa si presenta non gravata dall’alternanza strofa-ritornello; in luogo, v’è una struttura assai meno chiusa, costringente. La melodia segue una lineare progressione ed ogni carta viene, di contro, giocata sul registro vocale come sull’intensità interpretativa. Il risultato è premiato in ottima misura dalle vendite: in cima alle nostre classifiche per cinque settimane, “Margherita” viene poi pure tradotta in francese ed in spagnolo.
Io non posso stare fermo
con le mani nelle mani,
tante cose devo fare
prima che venga domani...
E se lei già sta dormendo
io non posso riposare,
farò in modo che al risveglio
non mi possa più scordare.
Perché questa lunga notte
non sia nera più del nero,
fatti grande, dolce luna,
e riempi il cielo intero...
E perché quel suo sorriso
possa ritornare ancora,
splendi sole domattina
come non hai fatto ancora...
E per poi farle cantare
le canzoni che ha imparato,
io le costruirò un silenzio
che nessuno ha mai sentito...
Sveglierò tutti gli amanti
parlerò per ore ed ore,
abbracciamoci più forte
perché lei vuole l'amore.
Poi corriamo per le strade
e mettiamoci a ballare,
perché lei vuole la gioia,
perché lei odia il rancore,
poi con secchi di vernice
coloriamo tutti i muri,
case, vicoli e palazzi,
perché lei ama i colori,
raccogliamo tutti i fiori,
che può darci primavera,
costruiamole una culla,
per amarci quando è sera.
Poi saliamo su nel cielo
e prendiamole una stella,
perché Margherita è buona,
perché Margherita è bella,
perché Margherita è dolce,
perché Margherita è vera,
perché Margherita ama,
e lo fa una notte intera.
Perché Margherita è un sogno,
perché Margherita è il sale,
perché Margherita è il vento,
e non sa che può far male,
perché Margherita è tutto,
ed è lei la mia pazzia.
Margherita, Margherita,
Margherita adesso è mia,
Margherita è mia...
“Concerto per Margherita” (1976) è l’esito più alto dell’affiatato duo Cocciante-Luberti: gli arrangiamenti, opera di Vangelis (in evidenza, soprattutto, nell’eccellente “Primavera”), aggiungono classe agli ottimi testi e ad una voce oramai assai apprezzata in tutta Europa. Nell’elenco dei pezzi, sono da citare la lineare “Quando si vuole bene” e la grintosa “Violenza”, che prende di petto il tema allora azzardoso dello stupro: ma, ovviamente, su tutte spicca “Margherita”, destinata a divenir quasi un simbolo del cantautore, oltre che indiscutibile evergreen della canzone italiana. Costruita come di consueto in crescendo, ma stavolta con uno scioglimento sussurrato invece che gridato, essa si presenta non gravata dall’alternanza strofa-ritornello; in luogo, v’è una struttura assai meno chiusa, costringente. La melodia segue una lineare progressione ed ogni carta viene, di contro, giocata sul registro vocale come sull’intensità interpretativa. Il risultato è premiato in ottima misura dalle vendite: in cima alle nostre classifiche per cinque settimane, “Margherita” viene poi pure tradotta in francese ed in spagnolo.
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