La Canzone d'Autore Italiana
Ivano Fossati
Una notte in Italia
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(1986 - Fossati)

È una notte in Italia che vedi
questo taglio di luna
freddo come una lama qualunque
e grande come la nostra fortuna
la fortuna di vivere adesso
questo tempo sbandato
questa notte che corre
e il futuro che arriva
chissà se ha fiato.

È una notte in Italia che vedi
questo darsi da fare
questa musica leggera
così leggera che ci fa sognare
questo vento che sa di lontano
e che ci prende la testa
il vino bevuto e pagato da soli
alla nostra festa.

È una notte in Italia anche questa
in un parcheggio in cima al mondo
io che cerco di copiare l'amore
ma mi confondo
e mi confondono più i suoi seni
puntati dritti sul mio cuore
o saranno le mie mani
che sanno così poco dell'amore.

Ma tutto questo è già più di tanto
più delle terre sognate
più dei biglietti senza ritorno
dati sempre alle persone sbagliate
più delle idee che vanno a morire
senza farti un saluto
di una canzone popolare
che in una notte come questa
ti lascia muto

È una notte in Italia se la vedi
da così lontano
da quella gente così diversa
in quelle notti
che non girano mai piano
io qui ho un pallone da toccare col piede
nel vento che tocca il mare
è tutta musica leggera
ma come vedi la dobbiamo cantare
è tutta musica leggera
ma la dobbiamo imparare.

È una notte in Italia che vedi
questo taglio di luna
freddo come una lama qualunque
e grande come la nostra fortuna
che è poi la fortuna di chi vive adesso
questo tempo sbandato
questa notte che corre
e il futuro che viene
a darci fiato.

Arrangiato dal sudafricano Allan Goldberg, esperto ed abile programmatore di suoni, “700 giorni” (1986) vince il Premio Tenco ed è l’album che segna l’approdo alla maturità artistica per Fossati. Sofisticatezze ritmiche e sapori inusuali sono gli elementi distintivi di codesto lavoro: a testimonianza si veda la splendida “Buontempo”, giusto in apertura, oppure l’elegante “Non è facile danzare (l’uomo da solo)”. E’, però, “Una notte in Italia” - dichiaratamente, una delle cose preferite dall’autore medesimo - l’episodio più significativo del disco e, a parere di molti, il brano migliore che egli abbia mai composto. Ritratto impareggiabile del disorientamento di un periodo, il pezzo ha un andamento trasognato ed un’atmosfera assorta, quasi di sospensione. Stupisce apprendere che, all’epoca dell’uscita, la casa discografica avesse chiesto a Fossati di eliminare la canzone dal 33 giri, perché ritenuta troppo difficile: per fortuna, è andata diversamente. Nata, pare, nel corso di un viaggio in automobile, ha fatto dire a Fossati (nella biografia di Massimo Cotto “Per niente facile”, edita da Arcana): “Canto la bellezza di esserci comunque, anche se il momento non è dei migliori. Perché, se hai la capacità di analizzare le cose e gli anni senza lasciarti trascinare, è meglio essere qui che altrove”. Da segnalare, nel cd di Eugenio Finardi “La forza dell’amore” (1990), una suggestiva versione a due voci.

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