La Canzone d'Autore Italiana
Giorgio Gaber
Non arrossire
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(1960 - Gaber, Pennati, Monti)

Non arrossire
quando ti guardo
ma ferma il tuo cuore
che trema per me
non aver paura
di darmi un bacio
ma stammi vicino
e scaccia i timor
il nostro amor
non potrà mai finire
stringiti a me
e poi lasciati andar
no non temere
non indugiare
non si fa del male
se puro è l'amor
non arrossire
quando ti guardo
ma ferma il tuo cuore
che trema d'amor

Prima del teatro-canzone, del percorso che lo rende figura inconfondibile della scena indigena, Giorgio Gaber ha avuto un'esistenza artistica durata quasi un decennio. Per tutti gli anni '60, egli è stato alfiere di una proposta garbata ed elegante, che ha trovato i propri vertici in brani quali "Le strade di notte" e "Le nostre serate", quest'ultima scritta da Umberto Simonetta ("Molti mi dicono: sei fortunato/ tu che hai trovato un lavoro sicuro,/ bello, tranquillo, interessante/ e che ti rende decentemente./ Io penso alle nostre serate/ stupide e vuote.../ ti passo a prendere,/ cosa facciamo, che film vediamo/ no, l'ho già visto, tutto previsto") e sigla della bella trasmissione televisiva "Canzoniere minimo". Se però di quella stagione si vuol trovare un emblema, un proverbio speciale, si può ricorrere a "Non arrossire", composta assieme a Maria Monti, allora sua compagna di vita oltre che di lavoro. Chiusasi la breve esperienza nel rock'n'roll, Gaber propone il brano con un arrangiamento assai tradizionale, fondato su una sezione d'archi: ben più interessante la versione di Maria Monti che, sul suo primo album ("Recital", 1961), sceglie di eseguirla accompagnata da Gaber medesimo alla chitarra e da Pallino Salonia al basso, ricreando l'atmosfera di un piccolo jazz club. Pezzo forte del repertorio del nostro per anni, la canzone viene ripresa dopo un lungo periodo d'oblio alla fine degli anni '80, divenendo un bis abituale negli spettacoli teatrali.
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