La Canzone d'Autore Italiana
Enzo Jannacci
Vincenzina e la fabbrica
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(1974 - Jannacci, Viola)

Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina il foulard non si mette più.
Una faccia davanti al cancello che si apre già.
Vincenzina hai guardato la fabbrica,
come se non c'è altro che fabbrica
e hai sentito anche odor di pulito
e la fatica è dentro là...
Zero a zero anche ieri 'sto Milan qui,
'sto Rivera che ormai non mi segna più,
che tristezza, il padrone non c'ha neanche 'sti problemi qua.
Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina vuol bene alla fabbrica,
e non sa che la vita giù in fabbrica
non c'è, se c'è, com'è ?

Contenuta nella colonna sonora del film di Mario Monicelli"Romanzo popolare" (1974), alla stesura dei dialoghi del quale Jannacci collaborò - seppur non accreditato - assieme al suo sodale Beppe Viola, "Vincenzina e la fabbrica" (1974) è uno tra gli esiti più straordinari di una carriera entusiasmante. L'ambiente è più o meno lo stesso di altre sue composizioni, vale a dire la periferia di Milano ed i suoi dintorni, dalla Bovisa a Rogoredo: al centro del brano non vi sono però, stavolta, i balordi simpatici od i piccoli malavitosi raccontati altrove. E' di scena, invece, una donna del sud, probabilmente giunta nella metropoli lombarda in cerca di lavoro: la realtà descritta la vediamo attraverso i suoi occhi, in un misto di stupefazione, stanchezza, pena, dove la speranza fatica ormai a farsi strada. Eseguita da Jannacci su una tonalità dolente e immalinconita (diversa, ma egualmente superlativa, la versione proposta da Mina in un suo album del '77), "Vincenzina e la fabbrica" è uno dei più bei ritratti muliebri che la canzone indigena abbia mai prodotto, oltre che un omaggio all'umanità proletaria sentito e commosso. Ora e sempre, dinnanzi alla fabbrica dell'operaia Vincenzina, non smetteremo di commuoverci, di intenerirci.
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