La Canzone d'Autore Italiana
Domenico Modugno
Vecchio Frack
Segnala la pagina
E' giunta mezzanotte
si spengono i rumori
si spegne anche l'insegna
di quel'ultimo caffè
le strade son deserte
desterte e silenzione,
un'ultima carrozza
cigolando se ne và.

Il fiume scorre lento
frusciando sotto i ponti
la luna slende in cielo
dorme tutta la città
solo và un'uomo in frack.

Ha il cilindro per cappello
due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo
la gardenia nell'occhiello
e sul candido gilet
un papillon,
un papillon di seta blu
s'avvicina lentamente
con incedere elegante
ha l'aspetto trasognato
malinconico ed assente
non si sa da dove vien
ne dove và
chi mai sarà
quel'uomo in frack.

buon nuite bonne nuite
buon nuite bonne nuite

Bouna notte
va dicendo ad ogni cosa
ai fanali illuminati
ad un gatto innamorato
che randagio se ne va.

(musica)

E' giunta ormai l'aurora
si spengono i fanali
si sveglia a poco a poco
tutta quanta la città
la luna s'è incantata
sorpresa ed impallidita
pian piano
scolorandosi nel cielo sparirà
sbadiglia una finestra
sul fiume silenzioso
e nella luce bianga
galleggiando se ne van
un cilindro
un fiore e un frack.

Galleggiando dolcemente
e lasciandosi cullare
se ne scende lentamente
sotto i ponti verso il mare
verso il mare se ne và
chi mai sarà, chi mai sarà
quell'uomo in frack.

Adieu adieu adieu adieu
addio al mondo
ai ricordi del passato
ad un sogno mai sognato
ad un'attimo d'amore
che mai più ritornerà.

Lala la la lala la la..

Brano di struggente malinconia, scritto nel 1955, "Vecchio frack" è uno dei capolavori di Domenico Modugno. Indimenticabile l'esecuzione dal vivo dell'artista che si accompagnava con la sola chitarra, suonando le corde con il pollice per rendere il suono più morbido. L'ispirazione per questa ballata lirica e raffinata, che ricorda lo stile degli chansonnier francesi, è legata a un fatto di cronaca: il suicidio del Principe Raimondo Lanza di Trabia, un trentenne della nobiltà romana di grande eleganza, che era stato a lungo fidanzato con Susanna Agnelli e che, rapito dallo splendore dell'attrice Olga Villi al San Domenico di Taormina, se ne innamorò e la sposò, per poi gettarsi dalla finestra del proprio palazzo di via Sistina a Roma pochi mesi dopo il matrimonio. Forse anche Riccardo Pazzaglia, paroliere di Modugno, che all'epoca studiava da regista al Centro Sperimentale per la Cinematografia di Roma, influenzò la composizione del brano con il suo cortometraggio sul lavoro dei netturbini romani all'alba. L'inquadratura del corto a un certo punto si sofferma su un uomo dall'aria triste, che indossa un frac, per poi inquadrare a terra, vicino alla pala dei netturbini, un papillon. La canzone raggiunse la vetta delle classifiche solo nel 1959, quando Modugno già si era affermato come fuori classe con "Nel blu dipinto di blu" (1958) e "Piove" (1959). Il successo di "Vecchio frack" si diffuse ben presto in Spagna, Grecia, Argentina, Cile, Perù, Brasile e Giappone. In Francia, il brano, già tradotto come "L'homme en habit", valse a Modugno l'esordio all'Olympia, tempio parigino della chanson. Da notare anche qui come la censura proibisse ogni accenno a rapporti fisici: nell'incisione del 1955 il verso finale non menzionava "un attimo d'amore" ma un più casto "abito da sposa primo ed ultimo suo amor".
Pubblicità
Pubblicità