La Canzone d'Autore Italiana
Le Orme
Gioco di bimba
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(1972 - Pagliuca, Tagliapietra)

Come d'incanto lei s'alza di notte,
Cammina in silenzio con gli occhi ancor chiusi
Come seguisse un magico canto
E sull'altalena ritorna a sognare.

La lunga vestaglia, il volto di latte,
I raggi di luna sui folti capelli.
La statua di cera s'allunga tra i fiori
Folletti gelosi la stanno a spiare.

Dondola, dondola, il vento la spinge
Cattura le stelle per i suoi desideri.
Un'ombra furtiva si stacca dal muro:
Nel gioco di bimba si perde una donna.

Un grido al mattino in mezzo alla strada,
Un uomo di pezza invoca il suo sarto
Con voce smarrita per sempre ripete:
"Io non volevo svegliarla così!"
"Io non volevo svegliarla così!"

Se c'è un complesso ed un 33 giri in cui la musica italiana si è mostrata totalmente all'altezza del progressive rock inglese, si tratta de Le Orme e del loro "Uomo di pezza" (1972), in cui abilmente il gruppo alterna brani lunghi e complessi ad altri più brevi e commerciali. L'organo vibrante di "Una dolcezza nuova", il synt poderoso di "Figure di cartone", l'epica "Breve immagine", la suggestiva "Figure di cartone" e la spezzettata "La porta chiusa" sono i tasselli d'un ambizioso puzzle che si completa a perfezione con "Gioco di bimba", il singolo dell'LP, descrizione in modo di lieve metafora - un po' come avveniva nella coeva "The Musical Box" dei Genesis - di uno stupro. Sognante nel testo, orecchiabile nel motivo, "Gioco di bimba" giunge fino al quinto posto nella hit parade, trascinando in alto pure l'album, che frutta il primo Disco d'Oro alla band.
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