La Canzone d'Autore Italiana
Enrico Ruggeri
Primavera a Sarajevo
Segnala la pagina
(2002 - Ruggeri, Mirò, Ruggeri)

La balalajka, la balalajka
dentro alle case mutilate dalla faida.
Ancora suona la balalajka,
lungo i giardini tra le croci e le moschee.
Il fiume va più nero della sera,
oltre la torre e l'università.
C'è sopra il ponte una bandiera
che sta sventolando ancora.

Qui c'è ancora la città,
qui c'è la gente dentro ai bar.
Il cielo è sopra la città
e ci nasconde, ci confonde e cambia.
Qui c'è tutta la città:
la mia.

E' primavera, è primavera,
amore aspettami che c'è una vita intera.
C'è ancora sole a primavera,
ti porto sopra la collina e tu verrai.
Sopra Dobrinja, dopo Nedzarici,
ci sono fiori dedicati a noi.
Ho l'indirizzo degli amici;
li potrai vedere ancora.

Qui c'è ancora la città,
qui c'è la gente dentro ai bar.
Il cielo è sopra la città
e ci difende e sempre ci accompagna.
Qui c'è tutta la città:
la mia.

Oh balalajka, oh balalajka,
non c'è più neve e brilla tutta la Bascarija.
Ancora suona la balalajka,
il mio futuro voglio regalare a te.
A te che sei la vita che volevo,
perchè la vita è il sogno che farai.
Sale la luna a Sarajevo,
che ci sta aspettando ancora.

Qui c'è ancora la città,
qui c'è la gente dentro ai bar.
Il cielo è sopra la città
e ci difende e sempre ci accompagna.
Qui c'è ancora la città,
qui c'è la gente dentro ai bar.
Il cielo è sopra la città:
la mia.

Sovente accusato di conservatorismo, forse per aver preferito affrontare nelle proprie canzoni i sentimenti in luogo dell' impegno civile (magari con una punta di snobismo), Enrico Ruggeri si irrita parecchio per le critiche rivolte a "Primavera a Sarajevo", presentata a Sanremo nel 2002. A chi sostiene che il brano - incentrato sulle devastazioni causate dal conflitto in Bosnia nella vita della gente del luogo - non sia più attuale, egli risponde in un'intervista: "Credo che sia grave il fatto che quando le telecamere sulle guerre come queste si spengono la gente si dimentichi delle conseguenze. Per cui se anche una canzonetta può far in modo che si torni a parlare di questa bellissima città ben venga la canzonetta appunto". Ballata rutilante e quasi festosa nella musica, debitrice in egual misura di atmosfere alla Goran Bregovic e di certe cose di Carosone, dolente e tuttavia aperta alla speranza nel testo, "Primavera a Sarajevo" si classifica quinta ed ottiene un buon successo di vendite come singolo. Sul palco dell'Ariston, nell' esecuzione, compare per la prima volta la giovane Andrea Mirò, compagna del cantante, a dirigere l'orchestra: l'anno dopo si esibirà in duetto con lui, nuovamente a Sanremo, nell' intensa "Nessuno tocchi Caino".
Pubblicità
Pubblicità