La Canzone d'Autore Italiana
Luigi Tenco
Un giorno dopo l'altro
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(1966 - Tenco)
Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro
e tutto e' come prima
un passo dopo l'altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire e' ormai quasi passato.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e' un'abitudine.

 "Quasi alla metà del terzo arpeggio, Tenco inizia a cantare. Non lo fa con tristezza, anche se le parole che dice sono tra le più tristi che abbia mai sentito [...] C'è un momento, in questo brano, in cui la voce di Tenco si spezza. Fino allora aveva cantato con quel modo che ha lui di farlo [...] Si poteva pensare che fosse perplesso, assorto, malinconico forse, con lo sguardo perso nel vuoto e gli occhi un po' socchiusi, tirati agli angoli, e invece lì no, la voce gli si spezza, scivola più in fondo, più roca e fa capire quello che veramente è. Non è pensoso, è disperato". Così Carlo Lucarelli nel suo romanzo "Un giorno dopo l'altro", che sin dal titolo prende spunto dalla canzone forse più bella, sicuramente più straziante, di Luigi Tenco. Scritta dal nostro nel '66, un anno prima della tragica scomparsa, "Un giorno dopo l'altro" raggiunge una notevole popolarità perché sigla conclusiva di un ciclo delle avventure del Maigret televisivo, interpretato negli anni '60 da Gino Cervi (invece la versione francese, sempre per la voce di Tenco, era la sigla iniziale della serie). Pubblicato su 45 giri dalla RCA, il brano viene proposto pure in inglese, con il titolo "One day is like another", da Perry Como. Francesco Troiano
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