La Canzone d'Autore Italiana
Antonello Venditti
Le cose della vita
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(1973 - Venditti)

Lo so è un po' difficile
parlare con voialtri
lontano dai rumori
e bruciare i tuoi tormenti
e per la prima volta non cercare nell'amore
difficili poemi che stuzzicano il cuore.
Per te che non mi stimi
e non ti tocca quel che dico,
io non ho da dirti molte cose in più
di quel che ho detto,
continuerò a cantare le cose della vita,
e se ho sbagliato addio, per te non è finita.
Ma per te che hai scelto sempre me
da santo ed assassino
io vorrei che mi credessi,
che mi tenessi sempre più vicino.
Le cose della vita fanno piangere i poeti
ma se non le fermi subito diventano segreti.
Le cose della vita fanno piangere i poeti
ma se non le fermi subito diventano segreti,
anche per te, anche per noi.

Prima del boom di vendite di “Lilly” (1975) e la consacrazione  a cantante di successo, Venditti aveva già licenziato alcuni tra i suoi lavori migliori. Su tutti, il risultato più rilevante è, a parer di chi scrive, quello de “Le cose della vita” (1973), primo album per la Rca, ove il nostro firma una schidionata di brani sinceri ed ispirati come di rado gli accadrà, in seguito. Il coraggioso, dolente autobiografismo di “Mio padre ha un buco in gola” va di pari passo con la malinconia urbana de “Il treno delle 7” o l’impegno politico di “Brucia Roma”; ma anche il privato trova felice trattamento, dal romanticismo di “Le tue mani su di me” all’intensità di “Stupida signora” sino alla dolcezza di “Mariù”. Se si deve però individuare un emblema, cavare un proverbio speciale, si può fare ricorso al pezzo che dà il titolo al disco. Per soli pianoforte e voce (la chiave di volta, in verità, di tutti gli arrangiamenti, qui), “Le cose della vita” ci riporta il cantautore romano nella sua dimensione più autentica, quella dell’artista affermatosi al Folkstudio: riflessione intimistica quanto lirica sui sentimenti e sui rapporti interpersonali, si snoda fra versi d’asciutta poesia e si chiude su un’immagine indimenticabile (“Le cose della vita fanno piangere i poeti / ma se non le fermi subito diventano segreti”). Tanta sobrietà verrà, segnatamente in epoca recente, rimpianta dai fan della sua prima maniera.
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