La Canzone d'Autore Italiana
Miserere
(1992)
Miserere, miserere
Miserere, misero me
Però brindo alla vita!
Ma che mistero, è la mia vita
Che mistero
Sono un peccatore dell'anno ottantamila
Un menzognero!
Ma dove sono e cosa faccio
Come vivo?
Vivo nell'anima del mondo
Perso nel vivere profondo!
Miserere, misero me
Però brindo alla vita!
Io sono il santo che ti ha tradito
Quando eri solo
E vivo altrove e osservo il mondo
Dal cielo
E vedo il mare e le foreste
Vedo me che....
Vivo nell'anima del mondo
Perso nel vivere profondo!
Miserere, misero me
Però brindo alla vita!
Se c'è una notte buia abbastanza
Da nascondermi, nascondermi
Se c'è una luce, una speranza
Sole magnifico che splendi dentro di me
Dammi la gioia di vivere che ancora non c'è
Miserere, miserere
Quella gioia di vivere (che forse)
Ancora non c'è.
Al culmine della propria parabola artistica, Zucchero licenzia "Miserere" (1992): preceduto da "L'urlo", il primo videoclip del nostro (regia di Phil Joanou), il disco esce in contemporanea mondiale ed è composto da undici brani. Stavolta, però, latita l'ispirazione: titoli quali "Pene", "Miss Mary" e "La solitudine" (di questi ultimi sono coautori, rispettivamente, Elvis Costello e Leo Ferrè) non sono all'altezza di esiti precedenti. La strada dei duetti, tenacemente perseguita negli anni, qui non rende quanto altrove: la canzone che dà il titolo all'album, "Miserere", vede l'artista affiancato da Luciano Pavarotti (nel successivo giro di concerti sarà Andrea Bocelli a prenderne il posto), con risultati peculiari. L'accostamento dell'intensa voce soul di "Sugar" a quella d'un tenore è comunque qualcosa di unico: forse un po' ridondante nel testo, il pezzo si guadagna però un posto di rilievo nel repertorio di Zucchero, che lo inserirà in una nuova veste nel CD "Zu & Co" (2004).
Miserere, miserere
Miserere, misero me
Però brindo alla vita!
Ma che mistero, è la mia vita
Che mistero
Sono un peccatore dell'anno ottantamila
Un menzognero!
Ma dove sono e cosa faccio
Come vivo?
Vivo nell'anima del mondo
Perso nel vivere profondo!
Miserere, misero me
Però brindo alla vita!
Io sono il santo che ti ha tradito
Quando eri solo
E vivo altrove e osservo il mondo
Dal cielo
E vedo il mare e le foreste
Vedo me che....
Vivo nell'anima del mondo
Perso nel vivere profondo!
Miserere, misero me
Però brindo alla vita!
Se c'è una notte buia abbastanza
Da nascondermi, nascondermi
Se c'è una luce, una speranza
Sole magnifico che splendi dentro di me
Dammi la gioia di vivere che ancora non c'è
Miserere, miserere
Quella gioia di vivere (che forse)
Ancora non c'è.
Al culmine della propria parabola artistica, Zucchero licenzia "Miserere" (1992): preceduto da "L'urlo", il primo videoclip del nostro (regia di Phil Joanou), il disco esce in contemporanea mondiale ed è composto da undici brani. Stavolta, però, latita l'ispirazione: titoli quali "Pene", "Miss Mary" e "La solitudine" (di questi ultimi sono coautori, rispettivamente, Elvis Costello e Leo Ferrè) non sono all'altezza di esiti precedenti. La strada dei duetti, tenacemente perseguita negli anni, qui non rende quanto altrove: la canzone che dà il titolo all'album, "Miserere", vede l'artista affiancato da Luciano Pavarotti (nel successivo giro di concerti sarà Andrea Bocelli a prenderne il posto), con risultati peculiari. L'accostamento dell'intensa voce soul di "Sugar" a quella d'un tenore è comunque qualcosa di unico: forse un po' ridondante nel testo, il pezzo si guadagna però un posto di rilievo nel repertorio di Zucchero, che lo inserirà in una nuova veste nel CD "Zu & Co" (2004).
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