Nuova Compagnia di Canto Popolare
(1967)
La Canzone d'Autore Italiana
Nata dalla passione per la tradizione della musica popolare partenopea che accomuna Eugenio Bennato, Carlo D'Angiò e Giovanni Mauriello, la NCCP si forma a Napoli intorno al 1967 e prevede nella sua formazione originaria pure Lucia Bruno, Mario Malavenda e Claudio Mendella. Bisogna però attendere gli inizi dei '70 per assistere al decollo definitivo del gruppo, che molto si giova del contributo del musicologo Roberto De Simone e degli innesti di Peppe Barra, Fausta Vetere, Nunzio Areni e Patrizio Trampetti. L'album d'esordio, uscito nel '71 e ristampato l'anno dopo dalla Ricordi col titolo "Lo Guarracino" (1972), presenta antichi canti eseguiti con strumenti da tempo scivolati nell'oblio quali ciaramella, mandoloncello e chitarra battente. Nel seguente "Cicerenella" (1972) compare la prima versione della splendida "Jesce sole"; vengono poi "La serpe a Carolina" (1972) e "NCCP" (1973), in cui il loro discorso artistico va vieppiù precisandosi e trova nuovi estimatori. "Li sarracini adorano lu sole" (1973) è il vertice di questo periodo: le travolgenti "Tammurriata nera" e "Tammurriata alli uno... alli uno" entrano a far parte della memoria collettiva, ma meritano menzione egualmente "In galera li panettieri" e "Ricciulina". Il successo è coronato da tournée internazionali e da una intensa attività teatrale, che li vede portar in scena opere come "Masaniello" (1975) di Elvio Porta e "La gatta Cenerentola" (1976) di Roberto De Simone. Dopo l'album "Tarantella ca nu va 'bbona" (1975), Eugenio Bennato decide di lasciare per dissidi artistici, tosto imitato da Carlo D'Angiò; nel '78 a prendere congedo sono Peppe Barra e Roberto De Simone. Corrado Sfogli, virtuoso degli strumenti a corda, assume il ruolo di leader nei difficili anni Ottanta, quando i mutati gusti musicali creano non poche difficoltà alla NCCP: a "Storie di Fantanasia" (1981) segue difatti un lungo silenzio discografico ed un lento diradarsi dei concerti. L'affermarsi della world music nel decennio successivo riapre, per fortuna, ampi spazi di manovra alla Nuova Compagnia: la rentrée in grande stile è consacrata dalla partecipazione al Festival di Sanremo con "Pe' dispietto" (1992), che si aggiudica il premio della critica. Il loro nuovo lavoro, "Medina" (1992), li restituisce in forma smagliante: i brani, a differenza che in passato, sono per la maggior parte inediti. Ai validi "Tzigari" (1995) e "Incanto acustico" (1996) fa seguito "Pesce d' 'o mare" (1997), sintesi mirabile della rimodellata NCCP: impreziosito dalla voce di Angelo Branduardi, il disco include perle quali "Terra", "Senza pietà", "Tarantella del Gargano". E' del 1998 il felice ritorno sul palcoscenico dell'Ariston con "Sotto il velo del cielo". La loro attività prosegue sino ai giorni nostri, con album impeccabili come "La voce del grano" (2001) e "Candelora" (2005).
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