La Canzone d'Autore Italiana
Vasco Rossi
Biografia di Vasco Rossi
(Zocca (MO),1952)
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Dopo essersi diplomato in ragioneria a Bologna ed iscritto a Pedagogia senza giungere alla laurea, Vasco Rossi - detto il "Blasco" - inizia la sua avventura musicale esibendosi a volte all'Osteria delle Dame (la frequenta pure Francesco Guccini). Nel '77 pubblica il suo primo 45 giri, con "Jenny" e "Silvia", cui segue un anno dopo l'album d'esordio, "Ma cosa vuoi che sia una canzone", arrangiato da Gaetano Curreri. Il successivo 33 giri "Non siamo mica gli americani!" (1979) passa inosservato quanto il precedente, anche se contiene uno dei suoi pezzi più belli, "Albachiara". La personalità artistica del nostro non si è ancora ben delineata, pur se evidenti sono le influenze da Bob Dylan e Lou Reed: la svolta verso il rock comincia comunque a manifestarsi in "Colpa d'Alfredo" (1980), con la provocatoria "Sensazioni forti". Dopo averlo veduto esibirsi a "Domenica in", Nantas Salvalaggio lo definisce su "Oggi" con sprezzo un "ebete drogato, bruttino e malfermo sulle gambe", donandogli una buona dose di popolarità. Nell'81 l'uscita di "Siamo solo noi" consolida la fama di Vasco Rossi presso certo pubblico giovane; la partecipazione a Sanremo con "Vado al massimo" (1982), uno stralunato reggae contenuto nel disco omonimo, è una sorta di consacrazione del nostro che s'avvia a divenire la prima vera rockstar del panorama indigeno. Il passaggio a mito avviene l'anno successivo, quando egli esegue in palese stato d'alterazione sul perbenistico palcoscenico dell'Ariston "Vita spericolata", manifesto della propria poetica che trascina l'album "Bollicine" (1983) in vetta alle classifiche di vendita. In seguito, il percorso del cantautore si fa trionfale: "Va bene, va bene così" (1984), live che prende il titolo dall'unico inedito, è il suggello ad un periodo incredibile, che conosce un brusco stop con l'arresto dell'artista per detenzione di stupefacenti. Rimesso in libertà dopo poco, Vasco si prende una pausa di riflessione per poi licenziare "Cosa succede in città" (1985), che include titoli destinati a rimanere quali "Ti taglio la gola" e "Toffee", e "C'è chi dice no" (1987), ove spicca "Blasco Rossi". L'album "Liberi...liberi" (1989), con la meravigliosa title track, lo vede tornare alla sua forma migliore, che il doppio dal vivo "Fronte del palco" (1990) fotografa alla perfezione. In seguito, a lavori dai felici esiti - dal potente "Gli spari sopra" (1993) all'intimistico "Canzoni per me" (1998) - s'alternano altri assai meno ispirati, quali "Stupido Hotel" (2001) e "Buoni o cattivi" (2004). In ogni caso, il suo pubblico lo segue con fedeltà: ed il Blasco, perennemente in precario equilibrio tra trasgressione e saggezza, ricerca artistica ed esigenze commerciali, rimane figura inimitabile nella normalizzata scena musicale italiana.
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