Cinema
L'amore ritorna
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L'amore ritorna di Sergio Rubini
Informazioni

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Sergio Rubini
Sceneggiatura: Domenico Starnone, Sergio Rubini, Carla Cavalluzzi Musiche: Ivan Iusco, Pierluigi Ferrandini
Montaggio: Massimo Fiocchi
Fotografia: Paolo Carnera
Scenografie: Luca Gobbi
Costumi: Patrizia Chericoni, Florence Emir
Prodotto da: Donatella Botti
(Italia, 2004)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: Warner Bros

PERSONAGGI E INTERPRETI

Luca: Fabrizio Bentivoglio
Silvia: Margherita Buy
Giacomo: Sergio Rubini
Federica: Mariangela Melato
Lena: Giovanna Mezzogiorno

Luca Florio, un attore sulla quarantina al vertice della carriera (è protagonista di un film importante, sta preparando il proprio debutto da regista), si sente male sul set: vomita sangue, è costretto a ricoverarsi d'urgenza. Nella camera della lussuosa clinica da lui prescelta, si alternano amici, parenti, donne che l'hanno amato o lo amano: il passato (l'anziano padre che si diletta di poesia, il compagno d'infanzia divenuto medico) si fonde col presente (la ex-moglie ancora protettiva, la neofidanzata irruente e lunatica, la produttrice preoccupata di concludere le riprese), mentre chirurghi e professori cercano rimedi ad un malessere che seguita a rimanere oscuro. Proprio quando le cose paiono giunte ad un punto morto, la decisione del paziente di affidarsi alle cure d'un luminare cordiale e disinteressato scioglie l'enigma: interrotta l'ormai deleteria degenza, la guarigione non tarderà ad arrivare. 
Settimo lungometraggio firmato da Rubini, che qui si ritaglia il ruolo dell'antico sodale Giacomo, “L'amore ritorna” è forse l'esito suo maggiormente compiuto. Intendiamoci, la pellicola non è esente da difetti: il tema della malattia che costringe chi ne è colpito ad un riesame della propria esistenza (si pensi ad un classico come “All that jazz” di Bob Fosse) non è nuovo, e l'affollarsi di figure e figurette produce una certa ridondanza. Ma non si può negare che il tutto sia vivificato da un inusuale dinamismo, che il modo di narrare la vicenda sia immaginoso e non privo d'una salutare ironia: che l'intero cast, infine, si riveli formidabile al servizio d'un cineasta totalmente padrone dei propri mezzi.

Francesco Troiano