Momenti del Cinema Italiano
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Informazioni
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Fernando Di Leo
Soggetto e sceneggiatura: Augusto Finocchi, Ingo Hermes, Fernando Di Leo
Fotografia: Franco Villa
Scenografia e costumi: Francesco Cuppini
Musica: Armando Trovaioli
Montaggio: Amedeo Giomini 
(Italia, 1972)
Durata: 79'
Prodotto da: Daunia '70, Hermes Synchron
Distribuzione: Regionale

PERSONAGGI E INTERPRETI
Luca Canali: Mario Adorf
Dave: Henry Silva 
Frank: Woody Strode 
Don Vito: Adolfo Celi
Eva Lalli: Luciana Paluzzi
Enrico: Franco Fabrizi
In un grande ufficio Mister Corso, capo dell'Organizzazione, istruisce due sicari: David Catania e Frank Weston. I due devono andare a Milano ed uccidere Luca Canali, un magnaccia italiano che si è impossessato di una partita d'eroina da tre miliardi. L'omicidio dovrà essere plateale, davanti a tutti, in modo che si sappia che due professionisti sono arrivati appositamente da New York per il lavoro. Frank e David partono per Milano. Canali non sembra essere un pezzo grosso, né tantomeno pericoloso: è piuttosto un uomo di casino, molto affezionato a sua figlia Rita, che la ex-moglie Lucia gli tiene lontano a causa del suo lavoro. Frank e David, per avere informazioni su Canali, si rivolgono a Don Vito Tressoldi, boss collegato a Mister Corso. Egli si stupisce della presenza di due sicari per un uomo di così poco conto; intanto, però, promette di consegnarlo vivo il giorno seguente. Nel frattempo Eva Lalli, guida italiana dei due americani, li porta in un locale notturno dove solitamente Canali passa le sue serate. David nota una ragazza, Triny, e le offre centomila lire per bere qualcosa. La giovane indica il Parco Lambro come luogo dei traffici di prostituzione di Canali. Gli americani accorrono sul posto e si scontrano con i protettori: di Canali, però, non c'è traccia, poiché Triny lo ha preventivamente avvertito. Sono due uomini di Tressoldi a trovarlo e tentare il pestaggio, ma egli ha la meglio su entrambi. David e Frank, per dimostrare a Don Vito come si punisce chi non porta a termine un lavoro, gambizzano uno dei suoi scagnozzi: Don Vito non vuole essere da meno e lo uccide. Nel frattempo, Canali cerca delle armi per difendersi e si rivolge ad Enrico, garagista trafficante: anche qui trova uomini di Don Vito, ma ha ancora la meglio. Immediatamente chiama Don Vito per chiedere cosa abbia mai fatto, per essere inseguito così; il boss minaccia di uccidere Lucia e Rita. Canali è davanti alla scuola della figlia proprio mentre arriva un furgone, che ammazza davanti ai suoi occhi lei e la madre. Disperato, egli insegue l'assassino fino a che non lo uccide. Don Vito parla con i suoi e rivela di essere il colpevole del furto d'eroina: dunque, è necessario far fuori Canali e rimandare a casa gli americani. Il braccato si rifugia a casa di Nicola, dove ad aspettarlo trova altri scagnozzi; ma quando Nicola viene a sapere dell'omicidio di Rita e Lucia, lo difende e rimane a sua volta ucciso. Canali si reca da Don Vito per avere vendetta, entra nel palazzo e fa una strage, arriva al boss e - prima di eliminarlo - gli chiede il perché di tutto questo. Egli è stato solo un capro espiatorio: ucciso Tressoldi, chiama gli americani. La sparatoria è in uno sfascio d'auto: dopo un lungo scontro, Canali spara a Frank e poi stritola David in un macchinario.
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