Momenti del Cinema Italiano
Momenti del Cinema Italiano
La rinascita del cinema italiano. Il cinema dei telefoni bianchi
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1. Stefano Pittaluga e la Cines

Nel 1930, la diffusione in Italia dei primi film sonori porta le succursali delle compagnie hollywoodiane (soprattutto Metro Goldwyn Mayer, Fox e Paramount) ad allestire in Italia impianti per il doppiaggio dei loro film. Sono precedute in tale ammodernamento da una ditta nazionale che diffonde nelle nostre sale la maggior parte della produzione cinematografica straniera: la Società anonima Stefano Pittaluga. Quest'ultimo rappresenta senz'altro il primo esempio di tycoon italiano. Pittaluga inizia infatti intorno alla metà degli anni '20 la sua professione nel settore della distribuzione. La sua società, nel 1930, possiede circa 200 delle 2500 sale italiane, la maggior parte delle quali è dotata di impianti per la riproduzione del sonoro. E' suo il merito di presentare al Supercinema di Roma "Il cantante di jazz" (primo film sonoro del 1927), ceduto dalla Warner proprio a Pittaluga. Accusato dai critici e dai cinefili di non prendere posizione nella produzione Pittaluga, pur ritenenendo che la situazione industriale del cinema italiano sia pessima, nel 1929, a prova della sua buona volontà, ristruttura a Roma gli studi della Cines e si lancia così nella produzione. Il suo primo film è "La canzone dell'amore" (1930) da un soggetto di Luigi Pirandello, diretto da Gennaro Righelli. In seguito la legge sul cinema del 18 giugno 1931 accoglie i consigli di Pittaluga: da un lato, impone un tributo a chi importi o doppi i film stranieri (tributo ora scomparso ma ereditato dalla Francia che ancora lo adotta utilizzando poi gli introiti per finanziare il proprio cinema); dall'altro concede crediti ai produttori e premi in denaro calcolati sugli incassi. La legge contribuisce ad incrementare la produzione italica mentre Pittaluga prosegue il suo lavoro di produttore, producendo numerose commedie scacciapensieri come "Patatrac" (1931) di Righelli, "Rubacuori" (1931) di Brignone, "La segretaria privata" (1931) di Alessandrini, ma dando anche possibilità di lavoro ad alcuni tra gli autori più interessanti di questo decennio con film come "Sole", opera prima di Alessandro Blasetti, e "Rotaie" di Camerini, entrambi del 1929.

2.
Emilio Cecchi

3.
Luigi Freddi e la Direzione generale della cinematografia

4.
Il progetto imperiale

5.
Cinecittà

6.
Telefoni Bianchi
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