Dante
Dante
Francesca e Paolo: lettura del V canto dell'Inferno - 21 - Minosse e il mito cretese
Segnala la pagina

Fra i tratti ambigui del V canto dovremo collocare anche quelli di Minosse. Mentre Virgilio lo situa come giudice infernale vicino ai campi del pianto, ma non dentro ai campi, Dante, pur conservandogli il ruolo di giudice di tutto l'Inferno, lo colloca dentro lo spazio del secondo cerchio:

Così discesi del cerchio primaio

giù nel secondo...

.................................................

Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia:

essamina le colpe ne l'intrata

(vv. 1-5).

Ora, non importa stabilire dove esattamente egli si collochi, se al confine tra il primo e il secondo cerchio, sull'orlo fra i due o più in basso, sul piano del secondo - esercizio a cui si è dedicata con sottili disquisizioni certa dantistica; importa che, sebbene non lussurioso, Minosse sia percepito dai lettori come una delle figure del canto dei lussuriosi, con tutto ciò che ne consegue. Ma ancora di più conta che sia lo stesso Dante a lasciarsi suggestionare dall'atmosfera del canto. Si è molto discusso sull'aspetto fisico di Minosse, sulla commistione di umano e di ferino della sua figura: spesso si è richiamato, soprattutto per la lunga coda, l'immaginario diabolico medievale. Mi chiedo invece se nella fantasia dantesca non sia scattata, forse inconsciamente, una sovrapposizione fra Minosse e il Minotauro, l'"infamia" della sua famiglia (l'"opprobrium generis", Ovidio, Met. VIII 155):

e 'n su la punta della rotta lacca

l'infamïa di Creti era distesa

che fu concetta nella falsa vacca

...................................................

Qual è quel toro che si slaccia in quella

c'ha ricevuto già 'l colpo mortale,

che gir non sa, ma qua e là saltella,

vid'io lo Minotauro far cotale

(Inf. XII 11-13; 22-25).

Dico questo perché sembra proprio che Dante si raffiguri il Minotauro come formato da testa o tronco umani e da un corpo taurino, insomma, al modo di un centauro (e il XII è per l'appunto il canto dei Centauri), rovesciando l'immagine che del Minotauro avevano nell'antichità. Da qui dunque può essere nata la sovrapposizione fra i due esseri tra loro collegati dal mito: la smisurata coda di Minosse potrebbe essere un prolungamento fantastico di quella taurina del mostro. Quel Minosse che blocca, a livello della fabula, l'irruzione del mito cretese e delle sue implicazioni bestiali dentro al canto di Francesca, finirebbe allora per assumere su di sé, nelle sue stesse fattezze, tratti appartenenti al personaggio più caratteristico di quel mito.

Pubblicità
Pubblicità