Dante
Dante
Canzoniere
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Genere letterario consistente in una raccolta di componimenti poetici di uno o più autori, strutturata secondo principi vari (di carattere formale, contenutistico, cronologico, narrativo ecc.). Il termine può indicare anche i manoscritti che ospitano, per volontà di un autore o un compilatore, raccolte di poesie. Come "Canzoniere" si indica inoltre la silloge delle rime volgari di Francesco Petrarca, latinamente intitolata Rerum vulgarium fragmenta e formata da 366 componimenti, di cui 317 sonetti, 29 canzoni, 9 sestine, 7 ballate, 4 madrigali. È conservata, nella sua redazione finale, nel manoscritto, parzialmente autografo, Vaticano latino 3195. Divisa in due parti (RVF 1-263 e RVF 264-366) che la tradizione cinquecentesca volle intitolare, rispettivamente, "in vita" e "in morte di madonna Laura" (a causa del rilievo che hanno nella raccolta i testi dedicati dal poeta alla donna amata), la silloge fu iniziata nel 1336 e proseguita fino alla morte di Petrarca (1374), attraverso varie stesure, la più importate delle quali è la cosiddetta "redazione Correggio" (1356-58). Al sonetto di proemio "Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono" (RVF 1) che, introducendo i lettori alla "narrazione" della vicenda sentimentale del poeta, condanna l'esperienza amorosa come "giovenile errore" (v. 3), fa eco la canzone finale RVF 366, una sorta di laude-preghiera alla Vergine ("Vergine bella, che, di sol vestita"), che segna la risoluzione della vicenda in chiave mistico-religiosa. Tra le molteplici suggestioni culturali e letterarie che presiedettero alla composizione dell'opera, oltre alle influenze ideologico-contenutistiche esercitate dal modello dantesco delle rime per Beatrice (raccolte nella Vita Nova), gli studiosi hanno segnalato, a livello di precedenti generici della raccolta, in ambito romanzo i canzonieri di alcuni poeti provenzali (Peire Vidal, Guiraut Riquier) e i Liederbücher tedeschi, in ambito italiano alcune sillogi due-trecentesche di sonetti (Guittone, Corona di casistica amorosa, Niccolò de' Rossi). Fondamentale anche il contributo dato dalla poesia e dalla retorica classica (quest'ultimo ben visibile, per esempio, nell'organizzazione prologale dei primi cinque sonetti, studiata da Rico 1988).

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