Rinascimento
Rinascimento
Categorie - Astronomia, astrologia e magia
Segnala la pagina

La stretta connessione tra astronomia e astrologia , riscontrabile per tutta l'antichità e il medioevo, risalente ai due testi fondativi di Claudio Tolomeo (l'Almagesto e il Tetrabiblos), non viene meno neppure in età umanistico'rinascimentale. Ancora nel Cinquecento, infatti, la pratica di osservare il cielo e di compilare «effemeridi» (tavole che registrano, giorno per giorno, la posizione dei diversi pianeti) serviva da base alla pratica di erigere "temi di nascita", cioè di stabilire quali astri-divinità si fossero presi carico di una determinata persona, e di valutare il loro benefico o malefico influsso al fine di stendere un oroscopo. Le due pratiche venivano così distinte chiamandosi la prima astrologia "sferica" o "matematica" (poi astronomia) e la seconda astrologia "divinatrice" o " giudiziaria". Di questa seconda astrologia (iudiciaria) tratta in modo negativo la Polyanthea: «Astrologiae iudiciariae vanitatem, sapientes innumeri olim nostroque seculo improbarunt» ["Innumerevoli sapienti già da tempo disapprovarono la vanità dell'astronomia giudiziaria"]. Duro anche il giudizio di Guicciardini, Ricordi, 207: «Della astrologia, cioè di quella che giudica le cose future, è pazzia parlare: o la scienza non è vera o tutte le cose necessarie a quella non si possono sapere o la capacità degli uomini non vi arriva. Ma la conclusione è che pensare di sapere el futuro per quella via è uno sogno. Non sanno gli astrologi quello che dicono, non si appongono se non a caso; in modo che se tu pigli uno pronostico di qualunque astrologo e uno di un altro uomo fatto a ventura, non si verificherà manco di questo che di quello». Per quanto riguarda l'astrologia "sferica", e cioè l'astronomia, l'età rinascimentale compie un vertiginoso scatto in avanti con le acquisizioni teoriche di Niccolò Copernico (1473-1543). Il De revolutionibus orbium coelestium (Norimberga, 1543) svelò al mondo una nuova astronomia e dette inizio a quello sconvolgimento del pensiero astronomico e cosmologico che chiamiamo "rivoluzione copernicana". Al centro dell'universo non vi era più la terra, con il sole in movimento intorno ad essa, ma l'esatto contrario. Si passava così dalla teoria geocentrica aristotelicotolemaica alla rivoluzionaria teoria eliocentrica, che ridimensionava enormemente il ruolo della Terra nell'universo fisico, provocando anche un radicale "spostamento" nell'universo delle idee (che si tradusse in un vero e proprio shock culturale). L'uomo non era più il signore dell'universo, ma un semplice elemento di una struttura composita, costruita non tanto per corrispondere ai suoi bisogni ma per realizzare altre finalità. Strettamente connessa all'astrologia è la magia. Ad una prima, superficiale analisi dei rapporti, le due scienze sembrerebbero molto distanti l'una dall'altra. L'astrologia descrive un mondo sorretto da leggi inviolabili e quindi governato da una cieca necessità, mentre la magia teorizza un mondo dalla struttura talmente elastica da consentire all'uomo di governarlo e di trasformarlo a suo piacimento. Dietro l'astrologia e la magia sembrerebbero quindi collocarsi due immagini del mondo e dell'uomo molto diverse, quasi antitetiche. In realtà le due scienze erano concepite come il prolungamento l'una dell'altra e le due professioni di astrologo e di mago erano quasi sempre esercitate dalla stessa persona. Questo perché l'astrologia non aveva il compito di rivelare come le cose sarebbero certamente andate, ma di prevedere quale sviluppo esse avrebbero avuto secondo la logica naturale, in modo che l'uomo, avvertito di uno sfavorevole processo in corso, potesse inserirvisi, per interromperlo o volgerlo a suo vantaggio. Questo era esattamente il compito del mago. Non mancarono anche interpretazioni deterministiche dell'astrologia, in base alle quali sembrava preclusa alla magia ogni possibilità di intervento: questa è del resto la ragione per cui molti umanisti condannarono l'astrologia in nome della libertà dell'uomo. Ma negli scritti "ermetici" rilanciati da Marsilio Ficino (scritti cui si ispira tutta la letteratura "occultistica" rinascimentale) la soluzione del rapporto uomo'stelle non si presta a dubbi: se da un lato è vero che il fenomeno celeste più lontano può condizionare ogni tipo di accadimento terrestre, dall'altro è vero anche che, data l'intima unione delle parti col tutto, anche la più modesta operazione umana può avere una risonanza cosmica. Di qui l'affermazione, presente in quasi tutti i trattati di astrologia, secondo cui «il sapiente dominerà le stelle». Dunque il vero sapiente, colui che unisce alla conoscenza del mondo anche la conoscenza di come l'uomo vi può operare, è in questa fase proprio l'astrologo'mago, che sembra capace di piegare ogni forza e di sconfiggere qualsiasi giudizio negativo celeste. Per l'immagine del sapiente «che domina le stelle» si veda Machiavelli, Ghiribizi al Soderini: «Et veramente, chi fussi tanto savio che conoscessi e tempi et l'ordine delle cose et adcomandassisi a quelle, harebbe sempre buona fortuna o e' si guarderebbe sempre da la trista, et verrebbe ad essere vero che 'l savio comandassi alle stelle et a' fati». Fondamentale infine ricordare l'intervento dell'Inquisizione sul terreno di magia, sortilegi e «superstizioni». La vecchia norma del 1258, sancita da una bolla di Alessandro IV, in base alla quale non ci si doveva occupare di simili materie a meno che non avessero un chiaro intento ereticale, venne inasprita dalla bolla di Innocenzo VIII, Summis desiderantes affectibus (1484) che considerava la magia in ogni caso "culto demoniaco". Su questa linea si collocarono (è bene ricordarlo) anche le autorità laiche, animate spesso da intenti punitivi maggiori di quelli perseguiti dai giudici ecclesiastici. Il colpo di grazia alla magia e all'astrologia in genere venne inferto dal papa-inquisitore Sisto V, che scese personalmente in guerra contro indovini e astrologi. Del 5 gennaio 1586 è il suo durissimo intervento Coeli et terrae Creator, contro l'"astrologia giudiziaria".

Alessandro Capata 

Pubblicità
Pubblicità