Rinascimento
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Cento opere - Pietro Aretino, L'umanità di Cristo
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La più importante tra le prose religiose di Aretino , l'Umanità di Cristo, fu pubblicata per la prima volta in tre libri a Venezia nel 1535 "ad istanza del Marcolini, per Giovann' Antonio de Nicolini da Sabio". In questa edizione confluì anche la Passione di Giesù, pubblicata l'anno precedente presso lo stesso editore. Seguì nel 1539 una seconda edizione, in quattro libri, stampata sempre da Francesco Marcolini a Venezia. L'opera fu ristampata più volte ed ebbe un grande successo editoriale (secondo solo a quello delle Lettere) nonostante i rigori dell'Inquisizione e la sua messa all'Indice nel 1558. L'edizione di riferimento è quella del 1945, pubblicata a Roma dall'editore Colombo. Si tratta di una vita di Cristo che amplia il testo del Vangelo e lo rende più comprensibile dal grande pubblico, nella quale vengono ricordati con particolare enfasi i passaggi principali dell'esperienza evangelica di Gesù: la strage degli innocenti, il battesimo di Gesù, i miracoli da lui operati, il tradimento e la morte di Giuda, la crocifissione, la morte e la deposizione, la resurrezione e l'ascesa al cielo. La storia sacra diventa qui pretesto per una narrazione piena di colori e di suoni, dove si inseriscono anche temi vicini alle posizioni più moderate della Riforma. Secondo Larivaille (Pietro Aretino, p. 209) "l'Umanità di Cristo segna il ritorno a una materia a priori più adatta alla vocazione pittorica di Aretino, e mira visibilmente fin dalle prime pagine ad essere, come la Passione, una parafrasi immaginosa e animata dei Vangeli".

Alessandro Capata

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