La prefazione alla tragedia Sofonisba, composta intorno al 1515, ma data alle stampe nel 1524, aveva già chiarito quali fossero le posizioni teoriche di Giovan Giorgio Trissino: attenendosi rigorosamente alle regole aristoteliche, lo scrittore vicentino si cimentava con la prima tragedia "regolare" in volgare, modellata sulla grande tradizione drammatica greca. Alla composizione del testo teatrale, parallelo alla stesura dell'Italia liberata dai Goti, si affianca la riflessione critica esposta nelle prime quattro parti (che Trissino chiama "divisioni") della Poetica, edita anch'essa nel 1529 (a Vicenza, presso T. Ianiculo) e strutturata attorno a osservazioni di carattere metrico e stilistico. Nel 1549 si aggiungono le due ultime divisioni che testimoniano l'avvenuta assimilazione della teoria poetica di Aristotele: la pubblicazione integrale dell'opera avverrà, postuma, nel 1562 a Venezia, nella stamperia di A. Arrivabene. La Poetica di Trissino si legge in Trattati di Poetica e Retorica del Cinquecento, a cura di Bernard Weinberg, Bari, Laterza, 1970, vol. I, pp. 21'158; vol. II, pp. 5'90. Aristotelico precoce, Trissino aderisce consapevolmente a una poetica che sembra congeniale alla sua concezione del fatto letterario, ovvero a un razionalismo rigoroso che lo spinge a soddisfare il gusto realistico della descrizione erudita all'interno di un sistema fondato sul conseguimento del decoro e della magnificenza. I primi quattro libri della Poetica costituiscono uno dei primi tentativi di analisi metaletteraria realizzati nell'ambito della critica cinquecentesca: il trattato fornisce, in realtà, un quadro sintetico delle formulazioni teoriche che dal De vulgari eloquentia di Dante (di cui proprio Trissino fu il primo editore a stampa) giungono fino al De rithmis vulgaribus di Antonio da Tempo. Un vasto repertorio di testi lirici menzionati nel corso della dissertazione consente all'autore di esemplificare le tappe di un percorso poetico i cui valori sono modulati sui dettami dell'Ars poetica di Orazio. La seconda Poetica, ovvero le divisioni quinta e sesta, si distingue dalle parti precedenti per la risoluta, ora, impostazione aristotelica. Proprio nel suo proporre come nucleo centrale della sua riflessione teorica l'imitazione, in quanto principio costitutivo della comunicazione letteraria moderna, la Poeticapuò essere considerata una rielaborazione in chiave moderna del trattato greco.
Paola Cosentino

