Rinascimento
Rinascimento
La storiografia del Settecento e William Roscoe
Segnala la pagina
La consapevolezza della sostanziale continuità fra Rinascimento e Illuminismo, sulla base del comune Classicismo, è avvertita da tutta la cultura del Settecento, già dall'inizio del secolo. In Italia, la visione storica prodotta da Ludovico Antonio Muratori e Girolamo Tiraboschi contribuisce a ribadire l'immagine paradigmatica di un Rinascimento tutto "umanistico": è proprio la nascita della filologia e del culto degli Antichi a caratterizzare compiutamente la cultura italiana del Quattrocento e del Cinquecento. Si conferma e precisa un'immagine della rinascita in cui trionfa l'entusiasmo per una rinnovata sensibilità nei confronti delle lettere e delle arti, per la ricerca, lo studio e la valorizzazione dei loro monumenti antichi: Scrive Tiraboschi: "Ecco dunque sin dal principio del secolo XV tutta l'Italia rivolta ardentemente a ravvivare le scienze e a richiamare dal lungo esilio le belle arti. Si ricercano in ogni angolo i codici, e s'intraprendono a tal fine lunghi e disastrosi viaggi, si confrontan tra loro, si correggon, si copiano, si spargon per ogni parte, si forman con essi magnifiche biblioteche, e queste a comune vantaggio si rendon pubbliche; si aprono cattedre per insegnare le lingue greca e latina, e in ogni città si veggon rinomatissimi professori d'eloquenza invitati a gara dalle università più famose, e premiati con amplissime ricompense" (Storia della letteratura italiana, tomo VI). Ma il più appassionato affresco del Rinascimento italiano, il capolavoro davvero conclusivo di questo paradigma classicistico, è nelle opere di uno scrittore inglese, William Roscoe, nelle sue ampie biografie di Lorenzo il Magnifico (The Life of Lorenzo de' Medici called the Magnificent: La vita di Lorenzo de' Medici detto il Magnifico) e di papa Leone X (The Life and Pontificate of Leo the Tenth: La vita e il pontificato di Leone X), pubblicate in prima edizione rispettivamente nel 1796 e nel 1805, e più volte ristampate e tradotte in Italia e in tutt'Europa: la felicità della loro scrittura (ma anche la ricchezza documentaria) è la ragione del loro grande successo.
Pubblicità
Pubblicità