Rinascimento
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Parole chiave - Sine nomine
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Raccolto sotto l'epigrafe Sine nomine, a quanto pare perché Petrarca cancellò il nome del destinatario (ma, stando all'accezione del termine nomen, si potrebbe intendere anche "libro senza titolo") vi è un gruppo di 19 epistole che non compare in nessuno degli epistolari petrarcheschi, le più antiche delle quali risalgono al 1342, le più moderne al 1358, ma la maggior parte fu elaborata durante l'ultimo soggiorno a Valchiusa. La raccolta in volume dovette essere effettuata tra il 1359 e il 1361, in coincidenza con quella delle Familiares. Il tema è lo stesso dei famosissimi sonetti avignonesi (136'138) del Canzoniere: la violenta invettiva contro la curia papale di Avignone, arricchito dal motivo della "supremazia di Roma", costante della visione politica del Petrarca. Egli non nega la supremazia della Chiesa nel terreno spirituale: ciò che attacca è la corruzione dei costumi di curiali e prelati, l'avarizia, la lussuria, persino l'eresia. Ricorda le umili origini della Chiesa, la sua povertà originaria e, con toni profetici, vaticina il giorno, ormai prossimo, in cui Dio, stanco di tanta miseria, distruggerà «l'empia Babilonia». Sarebbe antistorico vedere nelle Sine nomine uno spirito protestante avant la lettre, come fecero i riformisti del XVI secolo; esse ben si accordano invece con le correnti della spiritualità del Trecento europeo, alcune apertamente eretiche, fortemente critiche verso il controllo dei principi laici, e in particolare il re di Francia, sulla Chiesa, attaccata a sua volta per la decadenza morale dell'alto clero e il tradimento dell'ideale di povertà evangelica. Ma il Petrarca non ha nulla dell'eretico: ha molto invece del cristiano esigente, del censore morale, del giudice davanti all'attività temporale del papato di Avignone. Quando la penna si fa più mordace per la passione o quando intuisce le potenzialità letterarie di uno spunto polemico, lo stile può raggiungere vette di eccezionale brio: come nella diatriba contro il vecchio prelato lussurioso (Sine nomine 18), ammirevole combinazione di predica, satira ed esercizio stilistico.

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