Di origini modeste, nel 1488 entra presso la bottega dei Ghirlandaio ma già l'anno seguente inizia a frequentare, al seguito di Bertoldo di Giovanni, i giardini medicei di San Marco studiando le sculture antiche ivi raccolte e, apprezzato subito da Lorenzo il Magnifico, viene accolto nel palazzo di via Larga presso la corte medicea, la cui frequentazione sarà fondamentale per la sua arte e per il suo pensiero: conosce infatti Pico della Mirandola e Marsilio Ficino, da cui ha modo di apprendere le idee neoplatoniche. Le prime prove dell'artista, i disegni tratti da Masaccio e da Giotto e i rilievi oggi in Casa Buonarroti a Firenze (Madonna della Scala e Centauromachia) dimostrano l'orientamento artistico già sicuro tra il 1490 e il 1492. Alla morte di Lorenzo (1494) lascia Firenze per Bologna, per raggiungere Roma nel 1496. Si apre un decennio di fervida attività tra Roma e Firenze, durante il quale Michelangelo si dedica tanto alla scultura quanto alla pittura: scolpisce il Bacco (1496-97; Museo Nazionale del Bargello, Firenze), la Pietà per San Pietro in Vaticano (1497-98) e il colossale David (1501-04; Gallerie dell'Accademia, Firenze) ricavato da un marmo abbozzato quarant'anni prima da Agostino di Duccio; progetta la decorazione della Sala del Gran Consiglio di Palazzo Vecchio a Firenze, dividendo la commissione con Leonardo da Vinci, senza però mettere in opera il cartone per la Battaglia di Cascina e dipinge il cosiddetto Tondo Doni (Sacra Famiglia, 1506-07; Galleria degli Uffizi, Firenze). Nel 1505 riceve da Giulio II l'incarico di realizzare il monumento del pontefice e inizia a progettare un grandioso complesso di architettura e scultura da collocarsi nella basilica vaticana; il progetto venne però progressivamente ridimensionato negli anni con grande dolore dell'artista stesso che definì l'intera vicenda come la «tragedia della sepoltura»: Michelangelo infatti vi dedicò la metà della sua vita di artista, definendo via via nuovi progetti (1505, 1513, 1516, 1532) e realizzando nel tempo lo Schiavo ribelle e lo Schiavo morente oggi al Louvre (Parigi), il Mosè, i Prigioni oggi presso le Gallerie dell'Accademia di Firenze, in ultimo le figure di Lia e Rachele, messe in opera, insieme al Mosè, nella forma ridotta della Tomba di Giulio II collocata in San Pietro in Vincoli quarant'anni dopo la commissione . Per incarico dello stesso Giulio II, nel 1508 Michelangelo inizia la decorazione della volta della Cappella Sistina , opera condotta da solo in quattro anni. Il terzo decennio del secolo lo vede impegnato a Firenze nella Sacrestia Nuova di San Lorenzo e nella Libreria Mediceo'Laurenziana. Dal 1534 si trasferisce definitivamente a Roma, ove, tra 1536 e 1541, torna nella Cappella Sistina per dipingere il Giudizio Universale e poi, dal 1542, passa alla decorazione della Cappella Paolina nei Palazzi Vaticani. Nell'ultimo ventennio romano, intrattenendo preziose amicizie come quella con Vittoria Colonna e dedicandosi anche alla composizione di rime, Michelangelo si dedica ancora alla scultura, declinando il tema della Pietà nelle versioni della Pietà da Palestrina (Gallerie dell'Accademia, Firenze), quella del Duomo di Firenze (oggi nel Museo Nazionale del Bargello, Firenze) e la Pietà Rondanini (Museo del Castello Sforzesco, Milano); ma si impegna soprattutto nell'architettura, con la sistemazione scenografica della Piazza del Campidoglio, la trasformazione delle Terme di Diocleziano nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, i lavori per Porta Pia e per Palazzo Farnese (lasciato incompiuto da Antonio da Sangallo il Giovane morto nel 1546), i progetti per la nuova Basilica Vaticana. A Roma muore nel 1564.

