Rinascimento
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Aby Warburg (1866-1929)
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Nasce ad Amburgo nel 1866 da una famiglia di banchieri, si avvia agli studi storico'artistici presso l'Università di Bonn, con un indirizzo filologico e filosofico sotto la guida di Henry Thode, Karl Justi e Karl Lamprecht. Nel 1989 si reca con A. Schmarsow, H. Ullmann e W. Friedlander a Firenze per fondare l'Istituto tedesco di Storia dell'Arte ed è incaricato di studiare gli affreschi di Masolino e Masaccio al Carmine, inizia in questa occasione a studiare i dipinti di Botticelli. Nel 1891, trasferitosi a Strasburgo, completa la tesi di laurea sui dipinti mitologici di Botticelli, pubblicata nel 1893 (Sandro Botticellis "Geburt der Venus" und "Fruhling". Eine Untersuschung uber die Vorstellungen von der antike in der italienischen Fruhrenaissance), in cui individuava le fonti iconografiche della Nascita di Venere e della Primavera nella Giostra di Poliziano e nei testi di Ovidio. Intorno al 1889 inizia a considerare il tema della ninfa nell'arte classica e rinascimentale, ovvero la ripresa dell'antico in funzione dello studio del movimento come espressione di pathos (le pathosformeln). Il tema dei rapporti tra la borghesia fiorentina e l'ambiente fiammingo nel XV secolo è condotto sulla base della ritrattistica a partire dal 1902 e trova la sua piena formulazione nel saggio sulla Cappella Sassetti in Santa Trinita mentre è del 1912 lo studio sugli affreschi astrologici di Schifanoia nel quale inaugura l'indagine sulla scienza astrologica rinascimentale in rapporto alle realizzazioni artistiche. Tra il 1920 e il 1923 è ricoverato in clinica, il periodo si conclude con una conferenza tenuta nella clinica stessa per dimostrare la sua guarigione: l'argomento del Rituale del serpente prendeva le mosse dalla ritualità delle popolazioni Pueblo, osservate nel viaggio in Nuovo Messico del 1889, per indagare le teorie evoluzionistiche e psicologistiche del mito affrontate i quegli anni da Lamprecht e Tito Vignoli. Tornato ad Amburgo si unisce al suo assistente Fritz Saxl che aveva già avviato in sua assenza seminari e sistematiche pubblicazioni e aveva preparato per il ritorno del maestro una collezione di fotografie legate alla sua ricerca e che andranno a costituire il primo nucleo dell'Atlante figurato Mnemosyne arricchito dallo stesso Warburg di 1.000 immagini sistemate in 40 pannelli. L'istituto Warburg contava su una ricchissima biblioteca curata da Saxl e riordinata nel 1926; dopo la morte del fondatore e con l'avvento del nazismo i libri e il materiale fotografico vennero trasferiti per nave a Londra ove, grazie all'interessamento della famiglia Warburg e di Samuel Courtauld, prese residenza stabile il Warburg Institute.

Riferimenti bibliografici

Agamben, G. "Aby Warburg e la scienza senza nome." Aut Aut 199-200 (1984): 51-66 Bialostocky, J. "Aby Warburgs Botschaft: Kunstgeschichte oder Klturgeschichte?." Vortrage und Ansatze'verein fur hamburghische Geschichte 23 (1981): 25-43 Bing. G. "Aby Warburg." Rivista storica italiana LXXII (1960):100-13 Bing, G. Introduzione a A. Warburg, La rinascita del paganesimo antico. Firenze 1987 Dal Lago, A. "L'arcaico e il suo doppio. Aby Warburg e l'antropologia." Aut Aut 199-200 (1984): 67-91 Gilbert, F. "From Art to History of Civilization: Gombrich's Biography of Aby Warburg." Journal of Modern Art History 44 (1972): 381-91 Gombrich, E.H. Aby Warburg. Una vita intellettuale. Milano 1983 Gombrich, E. H. Custodi della memoria. Tributi e interpreti della nostra tradizione culturale. Milano 1985 Settis, S. "Warburg continuatus. Descrizione di una biblioteca" Quaderni storici XX 58(1985): 1-16 Warburg, A. "Burckhardt e Nietzche." Adelphiana I (1971): 9-13 Wind. E. L'eloquenza dei simboli. Milano 1992:161-73

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