Rinascimento
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Palazzo del Magnifico a Siena
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Pandolfo Petrucci dispose la decorazione di una stanza al piano nobile del proprio palazzo senese, il Palazzo del Magnifico, probabilmente in occasione delle nozze celebrate il 22 settembre 1509 tra il primogenito Borghese e Vittoria Piccolomini. Gli affreschi, non integralmente conservati, sono oggi dispersi in vari musei. Attribuito a bottega del Pinturicchio, il soffitto , composto con stucchi dorati che riquadravano pannelli a fresco di formato tondo, ovale e esagonale, secondo il modello della Volta Dorata della Domus Aurea di Nerone, è stato acquistato nel 1814 dal Metropolitan Museum di New York, che conserva, oltre al Trionfo di Alessandro e quello di un ignoto guerriero , gli esagoni con il Ratto di Proserpina, i trionfi di Cibele , Proserpina, Anfitrite e del Sole; gli ovali con il Ratto di Europa, Helle cavalca l'ariete, una Ninfa cavalca un ippocampo, Ercole e Onfale, la caccia al cinghiale calidonio, il giudizio di Paride; i quattro tondi nei medaglioni in angolo con Bacco Sileno e Pan, Priapo Satiro e Ninfa, Venere e Cupido, le Tre Grazie. Le residue parti del soffitto, ridipinte e coperte, sono state scoperte alla fine del XIX secolo. Anche la decorazione delle pareti, opera di Luca Signorelli (Cortona 1445 ca.'1523), Girolamo Genga (Urbino 1476 ca.'1551) e Bernardino Pinturicchio (Perugia 1454'Siena 1513), nota grazie alle descrizioni settecentesche di Guglielmo Della Valle e di Giovanni Girolamo Carli, è attualmente dispersa, da quando negli anni Quaranta del XIX secolo parte degli affreschi entrarono nelle collezioni di Joly de Bammeville per approdare infine alla National Gallery di Londra, ove si conservano Amore sconfitto con trionfo di Castità (Signorelli, n.910), Penelope e il ritorno di Ulisse (Pinturicchio, n.911) e la Riconciliazione di Coriolano (n.3929); la Pinacoteca Nazionale di Siena invece conserva gli affreschi di Genga, Il figlio di Fabio Massimo riscatta i prigionieri (n.333) e Enea fugge da Troia (n.334). Ancora sotto le ridipinture potrebbero essere, infine, la Calunnia di Apelle e il Festino di Pan di Signorelli, come perduto è l'affresco raffigurante Scipione e la fanciulla Celtiberiana. Gli affreschi delle pareti sono stati interpretati in chiave di celebrazione familiare e personale di Pandolfo Petrucci, mediante il ricordo delle traversie occorse a Pandolfo e alla sua famiglia a causa dell'ostilità di Cesare Borgia, il quale nutriva ambizioni su Siena, e superate nel 1503 grazie all'appoggio del re di Francia. Dunque il Ritorno di Ulisse allude al ritorno dall'esilio prima di Pandolfo e poi del figlio Borghese, così come nella Fuga di Enea vengono ricordati di nuovo Pandolfo (Enea) e il figlio Borghese (Ascanio), insieme al padre di Pandolfo (Anchise), caduto ai tempi della congiura. L'augurio che Borghese prosegua nell'operato paterno è nel Riscatto dei prigionieri, con la presenza di fronte ad Annibale del figlio di Fabio Massimo, elemento dinastico presente anche nella storia di Coriolano; la Calunnia di Apelle ammonisce al buon uso della giustizia; infine, se la Festa di Pan era una replica dell'opera dipinta per Lorenzo il Magnifico, poteva dunque trattarsi di un'allegoria politica. L'occasione matrimoniale, infine, è sufficiente per giustificare la presenza dell'Amore sconfitto con il trionfo della Castità, memore della tradizione dei Trionfi petrarcheschi, e della Continenza di Scipione, tipico soggetto da cassone nuziale.

Alessandra De Romanis

Bibliografia:

Tatrai, V. "Gli affreschi di Palazzo Petrucci a Siena. Una precisazione iconografica e un'ipotesi sul programma". Acta Historiae Artium 1978: 177'183.

Holmquist, J.B. The iconography of a ceiling by Pinturicchio from the Palazzo del Magnifico, Siena. Ph.D. University of North Carolina at Chapel Hill, 1984.

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