Rinascimento
Rinascimento
Parole chiave - Famiglia Sanseverino
Segnala la pagina
Nobile casata del regno di Napoli. Ne fu capostipite un Turgisio, che ottenne da Roberto il Guiscardo la contea di Sanseverino, dalla quale i suoi successori assunsero il nome. Possedette un notevole numero di feudi e principati, oltre a ricoprire, nel regno di Napoli, le più alte cariche. Annoverò fra i suoi membri cardinali, viceré, marescialli e diplomatici. Subì gravissimi danni al tempo degli Svevi, avendo parteggiato in favore del papato contro di essi; poi Roberto raggiunse una grande influenza alla corte quando morì Roberto d'Angiò (1343) e contribuì alla difesa di Napoli contro gli Ungheresi che, sbarcati a Manfredonia, erano venuti per vendicare su Giovanna I la morte del marito Andrea d'Ungheria. Più tardi, però, il re Ladislao di Durazzo fece imprigionare e uccidere Bernabò, in quanto fautore degli Angioini (1405). Roberto, condottiero (1418'1487), figlio di Bertrando, conte di Caiazzo, e di Lisa degli Attendoli, figlia di Muzio Attendolo Sforza, servì lo zio Francesco nella Marca tra il 1443 e il 1447, poi all'assedio di Milano (1450), e guidò i soccorsi del medesimo a Ferdinando I d'Aragona, re di Napoli, contro Giovanni d'Angiò (1458'1464). Dopo la morte violenta del successore di Francesco, Galeazzo Maria (1476), egli avrebbe dovuto far parte del Consiglio di reggenza del piccolo duca Gian Galeazzo, ma fu lasciato in disparte; sicché si unì ai fratelli Sforza, figli di Francesco, che volevano rivendicare a sé il governo togliendolo alla reggente, Bona di Savoia. Nel 1479 i fratelli entravano in Milano e Ludovico il Moro assunse subito le funzioni di effettivo duca. Roberto, però, poco dopo venne in urto con il Moro e, pertanto, passò al servizio di Venezia. Morì nella battaglia di Calliano; il figlio Galeazzo, genero di Ludovico il Moro, come gran scudiero seguì Francesco I, re di Francia, e morì nella battaglia di Pavia (1525). Ferrante fu valoroso generale. Antonio, cappuccino, fu nominato cardinale da Clemente VII e lasciò ricordo come mecenate. Piero Antonio, capitano di Carlo V, ebbe, primo fra i napoletani, il Toson d'Oro. Stanislao fu nel 1814 progovernatore di Roma e nel 1816 fu eletto cardinale. Ambasciatore in Forlì, si adoperò a reprimere i moti e le fazioni dei carbonari del 1821; con Luigi (1828'1888), principe di Bisignano, si estinse il ramo primogenito di questa famiglia.
Pubblicità
Pubblicità