Rinascimento
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I Tarocchi del Mantegna
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Al nome di Andrea Mantegna è stato a lungo erroneamente collegato un gruppo di incisioni raffiguranti i Tarocchi. Delle due serie note, attualmente conservate presso diversi musei, la serie S sembra essere posteriore alla più antica serie E, prodotta in ambiente ferrarese: le varianti che diversificano le due serie sono state ricondotte all'intercorsa influenza delle miniature del Codice Lazzarelli. Si tratterebbe comunque di una vera serie di carte da gioco, destinata ad allietare i momenti liberi del papa Pio II, del cardinale Bessarione e di Niccolò Cusano nelle pause tra le sedute del Concilio di Mantova, tenutosi tra il giugno 1459 e il gennaio successivo. La serie comprende cinquanta incisioni divise in cinque gruppi. Il primo comprende le dieci condizioni umane: il mendicante, il servitore, l'artigiano, il mercante, il gentiluomo, il cavaliere, il doge, il re, l'imperatore e il papa. Il secondo rappresenta Apollo e le Nove Muse. Seguono le dieci scienze, ovvero le sette Arti Liberali insieme all'Astrologia, alla Filosofia e alla Teologia. Il quarto gruppo comprende i tre principi cosmici, cioè Iliaco genio della luce, Cronico genio del tempo e Cosmico genio del mondo, e le sette virtù. I Tarocchi si chiudono con i dieci cieli, ovvero i sette pianeti, il cielo delle stelle fisse, il Primo Mobile e la Prima Causa che risiede nell'Empireo.

Alessandra De Romanis

Bibliografia:

Kristeller, P. Die Tarocchi: zwei italienische Kupferstichfolgen aus dem XV. Jahrhundert. Berlin 1910.

Cieri Via, Claudia. "I Tarocchi del cosidetto 'Mantegna': origine, significato e fortuna di un ciclo di immagini." I Tarocchi. Le carte di corte. Gioco e magia alla corte degli Estensi. Bologna 1987: 49-77.

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