Rinascimento
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Giovanni Boccaccio - L'arte è ritornata in luce con Giotto
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E l'altro, il cui nome fu Giotto, ebbe uno ingegno di tanta eccellenzia, che niuna cosa dà la natura, madre di tutte le cose e operatrice col continuo girar de' cieli, che egli con lo stile e con la penna o col pennello non dipignesse sì simile a quella, che non simile, anzi più tosto dessa paresse, in tanto che molte volte nelle cose da lui fatte si truova che il visivo senso degli uomini vi prese errore, quello credendo esser vero che era dipinto. E per ciò, avendo egli quell'arte ritornata in luce, che molti secoli sotto gli error d'alcuni, che più a dilettar gli occhi degl'ignoranti che a compiacere allo 'ntelletto de' savi dipignendo, era stata sepulta, meritamente una delle luci della fiorentina gloria dir si puote; e tanto più, quanto con maggiore umiltà maestro degli altri in ciò vivendo, quella acquistò, sempre rifiutando d'esser chiamato maestro.

(Giovanni Boccaccio, Decameron VI, 5, 5-6, a cura di V. Branca, Einaudi, Torino 1980, vol. II, pp. 738-739).

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