Cinema
Agata e la tempesta
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Agata e la tempesta di Silvio Soldini, locandina
Informazioni

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Silvio Soldini
Soggetto e Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Francesco Piccolo, Silvio Soldini
Fotografia: Arnaldo capitani
Scenografia: Paola Bizzarri
Costumi: Silvia Nebiolo
Montaggio: Carlotta Cristiani
Musiche: Giovanni Venosta
Prodotto da:
(Italia, Svizzera, Inghilterra 2003)
Durata: 120'
Distribuzione cinematografica: Mikado

PERSONAGGI E INTERPRETI

Agata: Licia Maglietta
Romeo: Claudio Battiston
Gustavo: Emilio Slofrizzi
Ines: Marina Massironi
Nico: Claudio Santamaria

Due sono, com'è noto, le corna dell'arte di Silvio Soldini: da un lato, c'è il narratore della realtà attento e partecipe, in opere che svariano dai moduli del film di viaggio a forte impronta sociale (“Un'anima divisa in due”, 1993) a quelli del melò algido (“Brucio nel vento”, 2001); dall'altro, lo sperimentatore sui registri della commedia in chiave leggera e paradossale, come nel fortunato “Pane e tulipani” (1999). A quest'ultima fatica si riconnette con evidenza “Agata e la tempesta”, che ne riprende parte del cast oltre a certe tonalità agrodolci, a tratti sconfinanti nel surreale: una pellicola corale, ove si ripete in maniera più libera e divertita lo schema de “L'aria serena dell'Ovest” (1990). Tuttavia, se in quel lontano lungometraggio d'esordio il nume tutelare poteva essere un Corazzini, qui siamo dalle parti del realismo magico di Bontempelli: con in più, ci sembra, un desiderio di rinvenire negli accadimenti dell'esistenza qualcosa che renda lieve ogni dolore o lutto.
Così, la libraia Agata illumina con la sua carica di vitalità ed ottimismo le proprie delusioni d'amore; alleggerisce la pena del fratello Gustavo, che scopre d'esser stato adottato bimbo dai genitori, quand'è ormai un affermato architetto; accoglie con partecipazione nella famiglia il parente acquisito Romeo, rappresentante d'abbigliamento, fedifrago impenitente quanto innamorato della moglie. E' il tono, più che le peripezie dei personaggi, a far la canzone: vivificata da attori assai bravi, la messinscena ha i colori d'una favola aerea ed intenerita, racchiusa fra una citazione del “Grande Gatsby” e le note suadenti di “More”. Echi di epoche lontane, quando sognare non era ancora peccato.

Francesco Troiano