Cinema
Amnèsia
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Informazioni

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Gabriele Salvatores
Soggetto e Sceneggiatura: Andrea Garello e Gabriele Salvatores
Fotografia: ltalo Petriccione
Scenografia: Rita Rabassini
Costumi: Patrizia Chericoni e Florence Emir
Montaggio: Massimo Fiocchi
Prodotto da: Massimo Totti per Colorado Film e Alquimia Film
(Italia, Spagna 2001)
Durata: 115'
Distribuzione cinematografica: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Sandro: Diego Abatantuono
Angelino: Sergio Rubini
Luce: Martina Stella
Alicia: Maria Jurado
Pilar: Antonia San Juan
Dani: Ugo Conti
Pier: Orazio Donati
Virginie: Alessandra Martines

Mediterraneo 2, la vendetta. Gabriele Salvatores ritorna con “Amnèsia” ai luoghi che gli fruttarono un Oscar, ma stavolta indagando la contemporaneità e spostandosi ad Occidente, nell'isola di Ibiza: ove, per l'occasione d'un funerale, fa convergere vari personaggi, seguiti per tre giorni durante le loro vicissitudini e destinati ad infine ritrovarsi nella discoteca locale di cui al titolo.
Facciamo così la conoscenza di Sandro, 50enne produttore di film pornografici ivi giunto per girare una pellicola, folgorato dall'annuncio dell'improvviso arrivo di sua figlia - una ragazza di diciassette anni, nata da una relazione occasionale e tenuta in un collegio di Firenze - per far vacanza con lui; di Angelino, gestore d'un piccolo bar ed a volte spacciatore di marijuana, desideroso di metter su casa con Alice e di avere un bambino; di Xavier, capo della polizia locale, in perenne conflitto con il figlio Jorge, ventenne ribelle ed anticonformista. 
Una valigetta contenente quattro chili di cocaina viene un bel dì rinvenuta casualmente da Angelino: il quale comincia, inopinatamente, a pensare che se riuscisse a collocarla ogni suo problema si risolverebbe in un attimo, come per incanto...
Corale e mosso, “Amnèsia” ha nel primo tempo l'andamento d'una commedia che diverte e sovente va a segno con aguzze osservazioni di costume; dipoi, svolta verso i territori del “giallo”, mentre i toni ilari vanno rarefacendosi. E risulta da codesto punto in avanti meno convincente, imbrigliata da troppe motivazioni e persa in un dedalo di spiegazioni, gravata da una verbosità che lascia perplessi ed infine tedia. Salvatores dovrebbe nutrir maggiore fiducia nei propri mezzi: come aveva già fatto nel più riuscito “Denti”, come ci auguriamo torni a fare per il futuro.

F.T.