La Chiesa di Santa Maria in Aracoeli viene edificata nel 1285. Secondo la leggenda la Vergine Maria apparve ad Ottaviano nel luogo adiacente all'attuale Campidoglio, in cui oggi sorge la chiesa medesima. All'interno dell'edificio, appartenente all'ordine francescano, s'incontrano secoli di Storia. Le colonne in marmo romano, come la pavimentazione cosmatesca, la Cappella Bufalini con "Le Storie di San Bernardino" di Bernardino di Betto detto il Pinturicchio" risalenti al 400, gli affreschi tardomanieristi absidali del 500 inoltrato e infine una splendida tavola con una "Trasfigurazione" di Girolamo Siciolante da Sermoneta, anch'essa tardomanierista.
Ora, grazie alla curiosità di un giovane storico dell'Arte, il prof. Tommaso Strinati, nella cappella di San Giovanni Baylon (già di San Giovanni), sacello funerario delle famiglie Capodiferro, Buzi, Grimaldi, Ceva, Colonna sono venuti alla luce dei brani di un affresco che, ad un'analisi lenticolare, sembrano essere collocabili intorno alla prima metà del 1200. Si tratta di una "Madonna con Bambino", affiancata dalle figure di "San Giovanni Evangelista" e di "San Giovanni Battista" ed una torre in compiuto scorcio prospettico, color rosso-sangue, simile iconograficamente ad un'altra torre affrescata nella Basilica Superiore di Assisi ed attribuita a Giotto.
Secondo la ricostruzione storico-iconologica di Tommaso Strinati i due "Giovanni" furono coperti con "scialbe" (stucchi) al fine di lasciare visibile solo la Vergine con il Bambino coperta nel XVII secolo da un dipinto del 600esco spagnolo Vicente Vittoria, un "San Giovanni a Patmos". La Vergine è opera di formidabile esecuzione dipinta da un Maestro vicino (se non lui medesimo) a Pietro Cavallini, già presente con alcuni affreschi nella chiesa e più precisamente, secondo lo Storico rinascimentale Giorgio Vasari, nell'antica abside andata distrutta. L'eliminazione di Giovanni Battista e di Giovanni Evangelista conclude il giovane Strinati potrebbero essere state volute da Papa Bonifacio VIII, appena salito al soglio pontificio. Nella Cappella Baylon, difatti, secondo Strinati, forse vi erano anche spoglie della famiglia Colonna, specie di Giovanni, che, non per caso, secondo una moda ampiamente diffusa, aveva lasciato affrescare la "sua" cappella con i due santi eponimi Giovanni l'Evangelista e Giovanni il Battista. I Colonna, come Stendhal docet ("La Badessa di Castro"), erano invisi a Bonifacio, di qui l'eliminazione di qualsiasi traccia della nobile famiglia romana. Ma quel che riluce di candido splendore è Maria, che stilisticamente conferma le intuizioni del grande studioso, da poco scomparso, Federico Zeri, e cioè che prima di Duccio e Giotto, e quindi della Scuola fiorentina, esisteva una Scuola romana capeggiata dal Torriti e dal Cavallini, antecedente a quella toscana e forse anche superiore, per conoscenza prospettica e introspezione psicologica. Una tesi che rimette in discussione l'attribuzione a Giotto del ciclo della Basilica francescana di Assisi e, di riflesso, l'intera Storia dell'Arte Moderna, italiana ed europea.
La presentazione degli affreschi è avvenuta alla presenza del Sovrintendente ai beni storici e artistici di Roma Claudio Strinati e del Ministro per i beni culturali Giovanna Melandri.
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