Cinema
Intervista a Dario Argento
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Dario Argento ritorna al giallo. E' da tanto che i suoi fans Le chiedevano di riabbracciare questo filone. Ha solo accontentato loro o c'è un motivo preciso che l'ha spinto a tornare verso il genere che La portò al successo?

Ho deciso in totale autonomia di ritornare ai gialli, e l'ho fatto pensando ad una trilogia di cui "Non ho sonno" rappresenta il primo capitolo. Negli anni Settanta avevo deciso di abbandonare questo genere perché, con il grande successo dei miei film, si stava velocemente inflazionando e si facevano mille pellicole simili alle mie. Ora c'è di nuovo spazio per i gialli.

Come è nata la collaborazione con Carlo Lucarelli e in che modo ha contribuito alla realizzazione del film?

La sceneggiatura era già stata scritta, ma c'era qualcosa che non ci permetteva di essere soddisfatti del lavoro. Quando è arrivato Lucarelli abbiamo fatto altre due stesure e lui, che ha una grande esperienza in campo investigativo, ha fornito una delle idee più buone del film che però non vi rivelo. Tra l'altro è nato da una sua intuizione questo confronto tra la vecchia e la nuova polizia. Nel primo caso gli investigatori sono più alla Sherlock Holmes, basano le loro indagini su deduzioni logiche. Nel secondo invece ci si affida di più alle nuove tecnologie, in grado di dare risposte scientifiche più precise.

Come mai ha scelto di ambientare il film a Torino?

Torino è una città che amo anche per averci vissuto molti anni. Oltretutto sono andato alla ricerca della Torino più segreta, quella dei piccoli giardini e delle piccole case che nessuno conosce.

Un film tutto basato su una filastrocca... che tipo di favole amava da piccolo Dario Argento" E da dove viene la filastrocca"

Le favole che amavo da piccolo sono quelle classiche di Andersen o dei frtatelli Grimm, ma anche le fiabe tradizionali e regionali del nostro paese che mi raccontava una vecchia zia. Nonostante racconti sempre nei miei film di traumi infantili, io ho avuto un'infanzia felice. E' stato proprio grazie alle favole, ed a i libri della fornita libreria di mio padre che ho scoperto il lato oscuro della vita, il confine sottile tra il sano e l'insano. La filastrocca invece l'ha scritta mia figlia Asia. Dopo averle detto cosa volevo raccontare ha creato questi versi, dolci e crudeli allo stesso tempo.

In linea con il ritorno al passato la colonna sonora è firmata dal mitico gruppo dei Goblin, capitanati da Claudio Simonetti. Come ha fatto a rimetterli insieme?

Li ho semplicemente chiamati chiedendo loro di scrivermi le musiche per questo film. Negli ultimi anni avevano percorso strade separate, ognuno seguendo il proprio cammino individuale. Ma non si sono tirati indietro quando gli ho proposto un ritorno.

Di che cosa ha ancora paura Dario Argento, oggi?

Tutto ciò che è interiore mi spaventa, il trascendente in generale.