Musica
Danson Metropoli
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Danson Metropoli di Avion Travel, copertina cd
Informazioni
di Avion TravelEdizioni Warner/Sugar
"Abbiamo cercato di essere interpreti ma anche, un poco, autori, come del resto un buon interprete dovrebbe essere sempre". A parlare è Peppe Servillo, leader indiscusso degli Avion Travel; l'occasione è il loro più recente album, "Danson Metropoli" (Warner/Sugar), ove il gruppo casertano rilegge con infinita classe undici composizioni di Paolo Conte. Frutto di una lunghissima gestazione, durata oltre due anni, il disco è pure la concretizzazione d'un antico sogno: gli Avion - che d'un brano firmato da Conte, "Insieme a te non ci sto più", avevano dato una strepitosa versione in "Storie d'amore", la loro fatica del 2001 dedicata interamente alla canzone d'autore nostrana - desideravano che il maestro astigiano scrivesse per loro un pezzo, al quale avrebbero riservato tutte le attenzioni del caso. Messa al corrente di codesto auspicio, Caterina Caselli (loro discografica, oltre che amica dell'avvocato-chansonnier da più di quarant'anni) faceva ancor di meglio, progettando un intero compact incentrato sul lavoro di Paolo Conte e supervisionato dal solitamente riservato artista. Il risultato è un capo d'opera, uno straordinario incontro fra musicisti legati da un filo palese in talune affinità elettive-espressive delle rispettive poetiche. Al debutto in una formazione ridotta a quartetto (Peppe Servillo alla voce, Fausto Mesolella alla chitarra, Mimì Ciaramella alla batteria e Vittorio Remino al basso), gli Avion Travel danno mostra d'avere già trovato un nuovo equilibrio musicale, più asciutto e sobrio rispetto al passato. La scaletta allinea una serie di canzoni poco frequentate dal loro autore, da quella del titolo - ove s'ode l'inconfondibile voce di Conte - a "Languida", passando per "Cosa sai di me?", "Un vecchio errore", "Sijmadicandhapajiee" ed "Elisir" (in cui risplende un cameo vocale di Gianna Nannini). Più conosciute sono le altre, tra calembour e proiezioni fantastiche: una "Max" priva di testo e restituita ai suoi aromi ravelliani, la "scudisciata turcomanna" di "Spassiunatamente", l'eleganza visionaria di "Aguaplano", il fascino irraggiungibile di "Blue Haways". Infine una chicca, l'inedita "Il giudizio di Paride", che già ci s'immagina eseguita dal nostro in persona, alle prese con una problematica scelta fra la "dolce e paffuta" e quella di "classe infinita", laddove l'ultima ha "un bell'andar/leonino e muscolar, cosa devo far?". Ci piace infine segnalare come in "Danson Metropoli" - che fra febbraio e marzo verrà pubblicato pure in Francia ed in Belgio - Paolo Conte non si sia limitato alla direzione artistica: ha, infatti, disegnato finanche la copertina. E, delle oltre settanta opere realizzate per l'occasione, dodici sono stati usate quali copertine interne, associando a ciascun brano un'immagine.Francesco Troiano