Cinema
Il più bel giorno della mia vita
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Informazioni

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Cristina Comencini
Sceneggiatura: Cristina Comencini, Giulia Calenda, Lucilla Schiaffino
Fotografia: Fabio Cianchetti
Scenografia: Paola Comencini.
Costumi: Antonella Berardi
Musica: Franco Piersanti
Montaggio: Cecilia Zanuso
Prodotto da: Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini, Marco Chimenz e Cattleya e Rai Cinema
Italia, 2002.
Durata: 102 minuti.
Distribuzione cinematografica: 01 Rai Cinema & Studio Canal Distribution

PERSONAGGI E INTERPRETI

Irene: Virna Lisi
Sara: Margherita Buy
Rita: Sandra Ceccarelli
Claudio: Luigi Lo Cascio
Sandro Berardi: Ricky Tognazzi

I bambini ci guardano, diceva De Sica. Adesso, ci filmano anche: è quanto fa la piccola Chiara con la videocamera ricevuta per la prima comunione dai propri familiari. Fino a poco prima, li ha veduti - tutti - confusi, sperduti, infelici: ha domandato a Dio di aiutarli per alla fine ritirare la richiesta, ritenendola probabilmente troppo onerosa per chicchessia.
E' pel tramite del suo sguardo curioso ed incontaminato che Cristina Comencini, qui alla sua di gran lunga più convincente prova registica, introduce i personaggi de "Il più bel giorno della mia vita": i tre figli di un'anziana signora - infelicemente coniugata la prima, murata nella solitudine dopo la morte del marito la seconda, titolare d'una omosessualità vissuta con fatica e malcelata il terzo - che a lei si riuniscono per periodici pranzi di famiglia ove la verità mai riesce a trapelare.
In maniera diversa, ciascuno di loro patisce le ferite d'una educazione fondata su una forma di bonario conformismo e di iperattaccamento ai valori della tradizione: sino a farli sentire irrimediabilmente fuori posto ogni volta che l'esistenza spinge verso scelte poco ortodosse od esplicitamente di rottura.
Abile a descrivere le intermittenze del cuore, la Comencini sfuma i possibili toni tragici in una commedia di sentimenti mossa ed efficace: i dialoghi suonano per lo più credibili e non caricati, non mancano sottolineature ironiche, l'eccellente recitazione degli attori conferisce un'ulteriore misura di verità. Il laico rifiuto di eccessi buonisti (vedi il per nulla conciliante finale) vale poi alla pellicola un punto di merito supplementare.

F.T.