Galleria dell'Accademia
Fino al 28 gennaio 2001
Aperto tutti i giorni: 8.15-19.15; lunedì 8.15-14.00.
Catalogo Electa.
Per ulteriori informazioni: www.artive.arti.beniculturali.it
Giovanni Bellini. Il colore ritrovato: opere in mostra
Giovanni Bellini, figlio di Jacopo - abile disegnatore e pittore - e fratello di Gentile, è il ponte su cui la Pittura veneta del Quattrocento transita in quella del Cinquecento. La mostra veneziana (curata da Giovanna Nepi Sciré e da Rona Goffen) presenta 20 quadri dell'artista e offre un tour nelle calli veneziane per contemplare le immagini belliniane dipinte nelle chiese di San Giovanni Crisostomo, Santa Maria Gloriosa dei Frari, San Zaccaria, San Giobbe e San Pietro Martire a Murano.
Alla luce dei recenti restauri la retrospettiva focalizza l'interesse sul colore applicato da Bellini alla tavola/tela tramite le analisi stratigrafiche, le riflettografie computerizzate agli infrarossi, le radiografie e infine le fluorescenze all'ultravioletto. Ma soprattutto obiettivo primario è rivelare la Pittura colta di Giovanni, la sua interpretazione del paesaggio non come semplice quinta scenica ma come metafora religiosa di natura mariana. Un giusto riconoscimento per un pittore fondamentale per lo sviluppo dell'arte moderna per troppo tempo trascurato dalla critica ufficiale - fatta eccezione per studiosi come Eugenio Battisti, Augusto Gentili e Rona Goffen.
Giovanni Bellini è noto per la serie di "Madonne con Bambino". "La Madonna con Bambino benedicente", già ai Camerlenghi (sede dei cassieri di Stato), e ora sita all'Accademia, è datata al 1470 ca. Il Bimbo poggia i piedini contro il margine lievemente aggettante di un cornicione che in realtà è un sarcofago: ricorda il prossimo sacrificio di Cristo, come gli stessi sguardi rassegnati di madre e figlio avallano. Sul fondo, il paesaggio: un colle alla destra di Maria; una città alla sinistra, entrambi simboli di Maria intesa come montagna irremovibile e come città fortificata, attributi ricorrenti nella Patristica come nel Cantico dei Cantici.
Anche la "Annunciata" della chiesa di Santa Maria dei Miracoli, per il cui manto Bellini si è servito di lapislazzuli, è dipinta sopra un'anta di un organo di faccia alla quale è effigiato un "Gabriele Annunciante", e risponde al medesimo assunto: il paesaggio è metafora mariana colta - altro monte; altra cittá - e quindi riconoscibile dal devoto assiso in orazione davanti al quadro. L'immagine diviene allora una mappa costellata da simboli riconoscibili al fedele in preghiera. Questo genere di quadri è difatti riservato alla devozione privata.
Ma Bellini è anche pittore di Pale d'altare. La "Pala di San Zaccaria", ubicata nella chiesa omonima, è un capolavoro per esecuzione tecnica e repertorio simbolico esibito. La struttura architettonica che ospita il consesso di santi con Maria e il Bambino è la "Pastoforia". Si tratta di un catino absidale di origine bizantina che, insieme con il mosaico in oro dipinto da Giovanni, evoca la Basilica di San Marco quale simbolo della Chiesa della quale Maria è l'Incarnazione, mentre Cristo infante è l'eucarestia: il Corpo è offerto dalla Madre e sacrificato per i devoti affollati in preghiera davanti alla Pala.
Infine, "La Pietà" del 1505. Il restauro ha rivelato come il prato sia composto da 5 sottili coltri di vernice tanto da renderlo luminescente. L'impianto compositivo tradisce uno sguardo alla pittura fiamminga per via del paesaggio dettagliatamente descritto. Alla destra e alla sinistra di Maria zampillano dal terreno due alberi, uno florido e uno secco: sono la Chiesa Cristiana e la religione ebraica. Nel fondo si riconosce la Torre di Vicenza e la chiesa di Sant' Apollinare di Ravenna. Ma soprattutto di nuovo disseminati in secondo e terzo piano si stagliano colline, un ponte, borghi montani, ancora simboli mariani. E, nella "Madonna fra il Battista e una Santa (Barbara?)", sul fondo, si scorge un porto, attributo mariano ampiamente diffuso. E Cristo sorretto/ostentato da Maria rievoca l'"Imago Pietatis" medievale: l'immagine davanti alla quale il fedele spera nella protezione di Dio. Giovanni Bellini risplende ora di nuova luce.
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