Teresa,
ti prego,
non scherzare col fucile,
per la rabbia tua la bile può scoppiar!
Teresa,
ti prego,
io non sono certo un vile,
ma se tocchi quel fucile può sparar!
E' stata una follia,
l' ho incontrata per la via,
disse "Vieni a casa mia"
cosa mai potevo far?
Un bacio ha domandato,
te lo giuro ho rifiutato,
ed abbiamo poi parlato, pensa un po',
sempre di te!
Perciò Teresa,
ti prego,
non scherzare col fucile,
far così non è gentile, lascia andar...
Teresa...(NO!)
Non mi sparar!
Incisa nel 1956, "Teresa non sparare" risaliva in realtà al 1954, quando Fred Buscaglione e Leo Chiosso la scrissero sulla base d'una notizia di cronaca nera secondo la quale una moglie gelosa, scoperto il marito con l'amante, gli aveva sparato. L'idea della donna che, invece di subire inerme il tradimento, si ribella e minaccia l'uomo fanfarone era sconvolgente per l'Italia degli anni Cinquanta. e la canzone tratteggia la prima immagine "femminista" del maschio cialtrone che fa il duro e poi si ritrova a piagnucolare. "Leggendo i romanzi di Damon Runyon mi era venuta l'idea di creare il primo tipo di maschio frignone, la prima esposizione femminista di un personaggio maschile all'interno della storia della musica italiana - raccontava Leo Chiosso -. M'ispirai in particolare al racconto di un duro che, portandosi dietro gli amici, di notte va a rompere le scatole a tutti. Fracassa vetrine, vive di violenza una serata intera... Poi dice: 'Ragazzi, andiamo su, svegliamo la dolce pupa Dolly e facciamoci fare un quintale di uova al bacon perché ho appetito'. Salgono le scale, ma la dolce pupa li butta giù tutti! Così nacque il falso duro, in fondo buono, che si fa abbindolare da quella piccola così...". Buscaglione eseguiva già il brano dal vivo, sullo stile di una commedia noir, all'interno del suo spettacolo al Faro di Torino insieme alla moglie Fatima Ben Embarek nella parte di Teresa, quando, nel 1956, la canzone fu incisa al Teatro Gobetti di Torino.

