La Canzone d'Autore Italiana
Lucio Dalla
Nuvolari
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(1976 - Dalla, Norisso)

Nuvolari è basso di statura, Nuvolari è al di sotto del normale
Nuvolari ha cinquanta chili d'ossa Nuvolari ha un corpo eccezionale
Nuvolari ha le mani come artigli,
Nuvolari ha un talismano contro i mali
Il suo sguardo è di un falco per i figli,
i suoi muscoli sono muscoli eccezionali!
Gli uccelli nell'aria perdono l'ali quando passa Nuvolari!
Quando corre Nuvolari mette paura…
perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura
Gli alberi della strada
strisciano sulla piana,
sui muri cocci di bottiglia
si sciolgono come poltiglia,
tutta la polvere è spazzata via!
Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari,
la gente arriva in mucchio e si stende sui prati,
quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari,
la gente aspetta il suo arrivo per ore e ore
e finalmente quando sente il rumore
salta in piedi e lo saluta con la mano,
gli grida parole d'amore,
e lo guarda scomparire
come guarda un soldato a cavallo,
a cavallo nel cielo di Aprile!
Nuvolari è bruno di colore, Nuvolari ha la maschera tagliente
Nuvolari ha la bocca sempre chiusa, di morire non gli importa niente…
Corre se piove, corre dentro al sole
Tre più tre per lui fa sempre sette
Con l' "alfa" rossa fa quello che vuole
dentro al fuoco di cento saette!
C'è sempre un numero in più nel destino quando corre Nuvolari…
Quando passa Nuvolari ognuno sente il suo cuore è vicino
In gara Verona è davanti a Corvino
con un tempo d'inferno,
acqua, grandine e vento
pericolo di uscire di strada,
ad ogni giro un inferno
ma sbanda striscia è schiacciato
lo raccolgono quasi spacciato!
Ma Nuvolari rinasce come rinasce il ramarro
batte Varzi, Campari,
Borzacchini e Fagioli
Brilliperi
e Ascari...

“Anche con una sola canzone, oggi si può infilare un coltello nella schiena del mondo. Dunque non è vero che con la canzone non si può fare altro che cantare. Con una canzone oggi si può intanto discutere, sbagliare, ridere, avvertire, comunicare, lottare. Una cosa invece non si può più fare: ingannare”. Aveva senz’altro le idee chiare Roberto Roversi, il poeta bolognese che negli anni ‘70 scrisse i testi di tre album di Lucio Dalla, dando vita assieme a lui ad un corpus di opere compatto, rigoroso, unico, che tanta importanza avrà finanche nella storia futura del cantautore. “Il giorno aveva cinque teste” (1973), “Anidride solforosa” (1975) ed “Automobili” (1976) contengono alcune delle cose più belle ed intense di Dalla (“Il coyote”, “Ferrante Aporti”, “Tu parlavi una lingua meravigliosa”) sia sotto il profilo musicale che contenutistico: è, comunque, l’ultimo dei tre lavori quello più ricco di intuizioni e di canzoni memorabili, quello destinato a restare una sorta di pietra miliare. Ridotto nel numero dei pezzi dalla RCA, ampiamente rimaneggiato nei testi (in primis nella pungente “Intervista con l’avvocato”, mutilata in vari punti), il disco durerà nella propria versione definitiva 32 minuti: tanto basta a Roversi per decider di firmare con uno pseudonimo (Norisso) e per provocare lo scontento di Dalla, deciso ad ottenere un risultato diverso. Sia come sia, quel che resta del progetto è un grande disco, con almeno due brani fuori dal comune: “Il motore del 2000”, che si concentra su quello che sarà l’uomo del futuro, di cui assai poco si sa a differenza del motore; e l’epica “Nuvolari”, ritratto entusiasta del “mantovano volante” già celebrato in un’antica canzone di diversissimo tenore (“Arriva Tazio”, delle sorelle Lescano), che combina la fragile struttura fisica del pilota alle leggende che lo dipingono un superuomo. L’arrangiamento di Dalla, subentrato in questo pannello conclusivo del trittico a Ruggero Cini, rende giustizia al testo e crea di concerto con le musiche un’atmosfera immaginifica, tesa a rendere palpabile l’atmosfera febbrile delle competizioni dell’epoca.
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